Concetti Chiave
- Il rapporto tra divenire ed essere è una tematica centrale nella filosofia, riflettendo su cambiamento e permanenza, caos e staticità.
- I sensi, pur essendo strumenti fondamentali, possono ingannare e fornire solo un'apparenza superficiale della realtà, rendendo necessario l'uso della ragione.
- La dialettica tra sensi e ragione evidenzia l'importanza di non basarsi esclusivamente sulle percezioni, ma di interrogarsi sempre sulle proprie certezze.
- Eraclito e Parmenide concordano sull'idea che solo attraverso la ragione si può cogliere la verità, criticando l'affidabilità dei sensi.
- Il logos è visto come un elemento fondamentale per collegare le contraddizioni del mondo, secondo la visione di Eraclito, mentre Parmenide sottolinea la disarticolazione fornita dai sensi.
Qual è il rapporto tra divenire ed essere?
Una delle principali tematiche della storia della filosofia è il rapporto tra divenire ed essere, apparentemente in antinomia, ma che possiede molti elementi comuni.
Il divenire riguarda il cambiamento naturale delle cose, il venire al mondo, il caos, la dinamicità; l’essere concerne il permanere dell’universo e di molti suoi aspetti, la staticità e l’immutabilità.
Affrontando queste tematiche i filosofi si interrogarono sul valore e sull’attendibilità dei sensi, che attestano il mutamento, e sulla conoscenza razionale che coglie l’essenza.
Il ruolo dei sensi e della ragione
Da quest’analisi scaturisce che spesso i sensi sono cattivi testimoni e ci ingannano: quante volte ci siamo ricreduti di una nostra sicurezza?
Perciò non bisogna mai basarsi solo sui sensi, ma andare oltre le apparenze attraverso il logos e mettersi sempre in discussione poiché il dubbio e l’errore sono sempre possibili. Viene quindi spontaneo chiedersi “se ci inganniamo in alcune situazioni, non dovremmo temere di essere sempre in errore?
I sensi ci danno solo il livello superficiale delle cose e l’apparenza inducendoci a pregiudizi, ma nonostante ciò sono strumenti fondamentali: come faremmo ad andare oltre senza dei dati su cui basarci?
Anche se i sensi e la ragione sono in antinomia, sono entrambi necessari: non si può vedere oltre se non si vede, ma non ci si può nemmeno basare solo su ciò che vediamo.
Contributi di Eraclito e Parmenide
I filosofi che si interessarono di queste tematiche furono Eraclito e Parmenide, entrambi d’accordo sul fatto che solo la ragione può farci conoscere la verità. Secondo Eraclito, infatti, occhi e orecchie sono cattivi testimoni per gli uomini che hanno anime barbare. Al filosofo il mondo appariva lacerato in elementi contraddittori che potevano essere collegati solo attraverso il logos. Anche per Parmenide i sensi ci ingannano offrendo una serie disarticolata di elementi.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale antinomia discussa nella filosofia riguardo al divenire e all'essere?
- Perché i sensi sono considerati cattivi testimoni nella ricerca della verità?
- Qual è il contributo di Eraclito e Parmenide riguardo alla conoscenza della verità?
La principale antinomia riguarda il divenire, che rappresenta il cambiamento e la dinamicità, e l'essere, che concerne la staticità e l'immutabilità. Questi due concetti, pur essendo in apparente opposizione, condividono elementi comuni (testo).
I sensi sono considerati cattivi testimoni perché spesso ci ingannano e ci inducono a pregiudizi, mostrando solo un livello superficiale delle cose. È quindi fondamentale andare oltre le apparenze attraverso la ragione (testo).
Eraclito e Parmenide concordano sul fatto che solo la ragione può condurci alla verità, poiché i sensi ci offrono una visione disarticolata e ingannevole della realtà (testo).