Concetti Chiave
- Epicuro rifiuta l'idea di giustizia naturale, considerandola un mito e sostenendo che l'azione umana dovrebbe essere guidata dall'utile, soprattutto quello collettivo.
- Le leggi e le concezioni di giustizia sono variabili e devono adattarsi alle circostanze storiche e ai ruoli sociali, piuttosto che essere universali ed eterne.
- La nozione di giusto è definita consensualmente dagli uomini in base al proprio utile, contrapposta all'idea di un giusto assoluto e immutabile.
- La visione epicurea della giustizia mira alla pacificazione dell'animo umano, proponendo leggi modificabili in risposta ai bisogni della società.
- Le leggi sono considerate strumenti istituzionali per avvicinarsi alla felicità, evitando turbamenti derivanti da concezioni rigide del giusto.
Epicuro e la giustizia naturale
Per Epicuro non esiste alcuna forma di una giustizia naturale, diritto naturale, come vogliono invece le concezioni giusnaturaliste, cioè il concetto del giusto secondo natura è un mito senza riscontro nella realtà, soltanto l’utile, possibilmente quello della comunità, deve guidare l’azione umana e le leggi che regolano le interazioni tra uomini.
Utilità e leggi variabili
Poiché l’utile varia a seconda delle circostanze storiche e dei ruoli, sarà possibile cambiare le leggi e le istanze di giustizia solo conformemente all’utile del momento. In questa prospettiva il giusto è posto dall’uomo in vista del proprio utile, e crolla dunque l’idea storica di un giusto universale ed eterno. Piuttosto un giusto stabilito consensualmente dagli uomini in vista della propria utilità.
Finalità terapeutica della giustizia
Si può azzardare l’ipotesi che questa visione epicurea abbia anche in questo caso finalità terapeutica di pacificazione dell’animo umano. L’idea che la legge così com’è non possa essere in nessun caso aggiustata dall’uomo in base ai suoi bisogni, in quanto universale, non può che provocare turbamenti e sgomento. Quindi una giustizia che sia modificabile persino a seconda delle esigenze che affiorano all’interno di una società. In questa prospettiva le leggi non possono essere altro che vie istituzionalizzate per avvicinarsi alla felicità.
Domande da interrogazione
- Qual è la posizione di Epicuro riguardo alla giustizia naturale?
- Come varia il concetto di giustizia secondo Epicuro?
- Qual è la finalità terapeutica della giustizia nella visione epicurea?
Epicuro sostiene che non esiste una giustizia naturale o diritto naturale, considerandoli miti privi di riscontro nella realtà. Secondo lui, l'azione umana deve essere guidata dall'utile, in particolare quello della comunità.
Il concetto di giustizia per Epicuro è variabile e dipende dalle circostanze storiche e dai ruoli. Le leggi e le istanze di giustizia possono essere modificate in base all'utile del momento, negando l'idea di un giusto universale ed eterno.
La visione epicurea della giustizia ha una finalità terapeutica, poiché permette di modificare le leggi in base alle esigenze della società, evitando turbamenti e sgomento derivanti dall'idea di una legge universale immutabile. Le leggi diventano così strumenti per avvicinarsi alla felicità.