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L'epicureismo

Epicuro considera la filosofia come un sapere pratico e una terapia:
-un sapere pratico che insegna come conseguire la felicità la quale si identifica con il piacere e che stabilisce una gerarchia dei piaceri al fine di discriminare piaceri buoni (stabili) non accompagnati da sofferenza e fonte di gioia duratura ( es.: l’amicizia ) e piaceri cattivi (dinamici) accompagnati da sofferenza e fonte di gioia momentanea (es.: l’amore sessuale);
-una terapia mirata a liberare l’uomo dai timori che sono la causa di dolore e infelicità attraverso il quadruplice farmaco liberarsi dalla paura degli dèi e della morte e dimostrare che il piacere è possibile, mentre dolore e male sono transitori.
Epicuro assegna alla conoscenza dei fenomeni la finalità etica di consolare e liberare l’uomo dal timore per infondere tranquillità e sicurezza, pertanto i seguaci di Epicuro non devono approfondire le conoscenze scientifiche ma devono nutrire fiducia nelle testimonianze dei sensi e negli insegnamenti del maestro. Il filosofo elabora una concezione materialistica dell’universo nel quale tutto è corpo, composto di atomi, pertanto l’anima muore col corpo e quindi l’uomo si libera dalla paura dell’aldilà; questi atomi in caduta nel vuoto subiscono deviazioni casuali ( cliàmen ) dalle quali hanno origine diversi corpi. Ritiene che la conoscenza sia basata su tre criteri di verità, ossia sensazioni, anticipazioni ed emozioni.

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