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Empedocle - Il pensiero

Nacque ad Agrigento intorno al 492 a.C.. Egli partecipò attivamente alla vita della sua città. Fu oltre che filosofo, anche medico e scienziato. A differenza differenza di altri filosofi pre-socratici, di lui ci p rimasto qualche frammento della sua opera sulla natura. Empedocle è consapevole dei limiti della conoscenza umana, infatti l'uomo vede solo una piccola parte della realtà senza cogliere l'essenza delle cose. Anche Empedocle, come Parmenide, ritiene che l'Essere non possa né nascere né morire; egli tuttavia cerca di spiegare l'apparenza della nascita e della morte, descrivendole come gli elementi che compongono la cosa, per cui si uniscano e si separano.
Gli elementi, chiamati da Empedocle "radici", sono quattro: fuoco, aria, terra e acqua; dalla loro unione deriva la nascita delle cose, mentre dalla loro separazione deriva la morte delle cose. Le radici sono animate da due forze opposte: l'amore e l'odio, mentre il primo tende ad unirli, il secondo tende a disunirli. La fase del mondo dominata dall'amore è lo Sfero, in cui tutti gli elementi vivono in armonia e sono purificati. L'azione dell'odio rompe quest'armonia e introduce la separazione degli elementi. Le radici insieme all'amore e all'odio rappresentano le condizioni della conoscenza umana. La conoscenza avviene attraverso l'incontro tra l'elemento che è nell'uomo e lo stesso elemento al di fuori dell'uomo. Quindi il principio fondamentale della conoscenza è che il simile si conosce con il simile, ovvero noi conosciamo la Terra con la Terra, l'acqua con l'acqua e ciò avviene grazie all'incontro tra elementi esterni ed interni.

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