Genius 40459 punti
Il modello atomistico delineato da Democrito ha una natura fortemente sistematica, nel senso che è ideato per spiegare il maggior numero possibile di fenomeni. Un caso emblematico è rappresentato dalla teoria della percezione. Secondo Democrito la percezione si produce in virtù del fatto che dagli oggetti si staccano incessantemente atomi sottilissimi, chiamati immagini (èidola), che conservano e riproducono la configurazione delle cose alle quali appartengono; questi èidola raggiungono gli organi di senso, entrando nel nostro corpo attraverso i pori di cui la superficie di quest’ultimo è cosparsa. Se nel corso del loro tragitto queste immagini non subiscono modificazioni, esse danno luogo a percezioni sostanzialmente corrispondenti all’oggetto quale realmente è. Per Democrito anche fenomeni percettivi come il gusto e il tatto hanno una spiegazione all’interno della teoria atomistica. Il sapore aspro, per esempio, è prodotto dalla presenza di atomi aguzzi e dotati di angoli, mentre il dolce, al contrario, rimanda ad atomi di forma tondeggiante. È importante precisare che per Democrito la conoscenza ottenuta mediante i sensi, cioè attraverso la percezione, appartiene all’ambito dell’opinione, e non della verità. Da Parmenide Democrito sembra infatti riprendere la distinzione tra un sapere autentico e uno solo opinativo (ossia doxastico, da dòxa, “opinione”). Il primo, il sapere autentico, riguarda la dimensione più profonda e vera della realtà, ossia gli atomi (nella loro configurazione specifica) e il vuoto, che possono essere colti solo attraverso l’intelletto; il secondo, invece, è quello che proviene dalla sensazione, che si limita a restituire un livello secondario, ossia derivato, della realtà (colori, sapori, e così via). Dunque, quando assaporiamo qualcosa di aspro, ciò dipende dall’incontro tra l’èidolon (immagine atomica della cosa) e il nostro organo percettivo: la proprietà originaria dell’èidolon (quindi anche della cosa) è semplicemente quella di essere aguzzo, che si traduce a livello percettivo nella sensazione di asprezza; quest’ultima, però, è una proprietà derivata, che non appartiene di per sé alla cosa, o all’èidolon, ma risulta dall’incontro tra questa e l’organo di senso. In questo modo Democrito anticipa la distinzione tra qualità primarie e qualità secondarie, destinata a fare la sua comparsa in forma sistematica nell’ambito della filosofia europea del Seicento. Democrito si interessa anche di etica e morale, ma i frammenti relativi alle opere da lui dedicate a questi temi sono eccessivamente brevi e le dottrine appaiono di non facile ricostruzione. Nel campo della morale Democrito stabilisce il fine dell’uomo nel conseguimento della tranquillità dell’animo, ossia in una sorta di controllo e misurazione delle passioni (va tenuto presente che per lui anche l’anima è composta di atomi, sia pure molto sottili).
Hai bisogno di aiuto in Filosofia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email