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Democrito e la teoria degli atomi


Cosa possiamo dire sull'atomo? Si può definire come la più piccola particella di un elemento, costituito da un nucleo di carica elettrica positiva attorno a cui ruotano cariche elettriche negative.
Ma dare una definizione a qualcosa come l'atomo è riduttivo.
Gli atomi sono i mattoni dell'universo.
Ogni cosa, dai mondi più lontani, al nostro pianeta, con la sua vastità di biomi ed animali, fino agli organismi unicellulari, sono costituiti da atomi che non possiamo vedere.
Ma come se ne è arrivati a capirne l'esistenza ?
Le prime teorie sull'esistenza dell'atomo risalgono a più di duemila anni fa.
Leucippo, filosofo greco, fu il primo ad intuire che la materia è costituita da elementi microscopici, impercettibili, che si muovono nello spazio infinito, che lui considerava vuoto.
Pensava che fossero indivisibili, il che ha originato la parola atomo. Il termine greco temno, tagliare, preceduto da a assume il significato di indivisibile.
Oggi noi invece sappiamo che è divisibile in quanto formato da particelle subatomiche.
Di Leucippo abbiamo talmente poche informazioni che si dubita sia mai esistito.
Originario di Mileto, città costiera dell'Asia Minore, nel 450 a.C. lasciò la città natale per soggiornare ad Elea, dove entrò in contatto con la filosofia eleatica.
Questa filosofia dichiara che la realtà non è come i sensi e le esperienze la percepiscono, ma come la ragione la pensa.
Ebbe come allievo principale Democrito.
Democrito nasce ad Abdera, in Tracia, intorno al 460-490 a.C.
Il padre è un uomo ricco, discendente da un antica famiglia nobile.
Democrito, una volta ereditato il patrimonio, viaggia intorno al mondo alla ricerca di una conoscenza sempre maggiore.
Viaggia in Egitto, Asia e probabilmente anche Etiopia e India.
Dopo aver viaggiato per diversi anni, torna in Grecia senza più risorse economiche, dove si fa ospitare dal fratello.
Leucippo, nel frattempo, trasferitosi da Elea ad Abdera fonda una scuola atomista.
Democrito, che fu suo allievo, seguì le idee del suo maestro.
Entrambi erano materialisti.
Il materialismo è una concezioni filosofica secondo la quale l'unica realtà che può essere definita esistente è la materia e tutto deriva dalle sue continue trasformazioni. In parole più semplici la materia è l'unica sostanza e l'unica causa delle cose.
Non è possibile distinguere i pensieri di Leucippo da quelli di Democrito.
Tra le opere di Democrito troviamo "La piccola cosmologica", "Sulla natura", "Sulle forme", "Sugli atomi e "Sulle parole".
Purtroppo tali opere non sono state conservate e ne abbiamo soltanto frammenti.
Democrito fu disprezzato dai discepoli di Socrate, che visse prima di lui, in quanto possedeva una conoscenza forse addirittura superiore a quella di Socrate.
Non aveva buona fama neppure presso Platone e Aristotele.
Platone proibiva che il suo nome (di Democrito) fosse pronunciato all'interno della sua scuola e secondo una leggenda ne bruciò i libri.
Aristotele, pur conoscendo la teoria atomista, non la condivideva, in quanto pensava che gli organismi si evolvessero grazie a leggi definite e che non fossero il risultato dell'iterazione causale di atomi.
Democrito era conosciuto come il filosofo del riso perché pensava che la felicità dovesse essere l'interesse maggiore dell'uomo.
Morì a molto probabilmente tra i novanta e i cento anni.
Democrito fu il primo ad elaborare la teoria degli atomi.
Ancora oggi il suo nome è associato a questa teoria, considerata a distanza di secoli una delle visioni più scientifiche dell'antichità.
Per Democrito l'atomo era l'elemento originario e fondamentale dell'universo. Potevano essere conosciuti e capiti solo attraverso l'intelletto.
La loro caratteristica principale era l'indivisibilità.
Gli atomi per Democrito non erano stati ne generati ne era possibile distruggerli, ma esistevano e sarebbero continuati ad esistere per sempre.
Invece avevano differenze quantitative sulla forma e grandezza.
Tuttavia se gli atomi costituivano il pieno doveva esserci per forza un vuoto, ovvero uno spazio dove gli atomi si possono muovere liberamente.
Il vuoto di cui parla non indica l'esistenza di un non-essere ma l'assenza di materia, che coincide con lo spazio.
Pieno e vuoto costituiscono i due principi originari a cui ricondurre l'esistenza di tutte le cose.
Le cose sono pertanto combinazioni di atomi.
La diversità delle cose è spiegata in base alla varietà della forma, dalla grandezza e dalla disposizione degli atomi che si aggregano: ciò vuol dire che la spiegazione del mondo sta negli aspetti quantitativi e misurabili delle cose.
Gli aspetti qualitativi, come il colore e il sapore, sono soggettivi, frutto dei nostri sensi e non proprietà delle cose.
Democrito stesso dice: "Opinione il dolce, opinione l'amaro, opinione il caldo, opinione il freddo, opinione il colore: in realtà soltanto gli atomi e il vuoto."
L'anima setta nella sua opinione è fatta da atomi.
L'atomismo viene più tardi ripreso da Epicuro.
Mentre Democrito crede che le forme degli atomi varino all'infinito, Epicuro è convinto che le forme siano sì numerose ma non infinite, perché sennò la natura presenterebbe un numero infinito di forme irregolari.
Democrito si occupò anche di etica, ovvero il modo in cui ci si deve comportare a seconda della situazione.
Per lui non si doveva essere coraggiosi in guerra, ma contro i piaceri che rendono l'uomo schiavo.
Il suo concetto guida era il raggiungimento della tranquillità.
Era un grande osservatore della natura, tanto che si diceva che si sedesse in un punto ad osservare il paesaggio per diverse ore al giorno.
Purtroppo perse la vista.
In conclusione possiamo dire che Democrito ebbe una delle visioni più scientifiche della storia sulla realtà delle cose, e che il suo lavoro è stato di fondamentale importanza per le generazioni future.
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