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Nascita di una cultura rivolta ai libri e lontana dalla realtà

In secondo luogo: la pratica del commento ai testi della tradizione e la specializzazione del linguaggio filosofico producono un altro effetto molto durevole: l’interesse, lo sguardo, si rivolgono sempre di più verso i libri, i testi dei classici, e parallelamente si allontanano dal mondo reale, cioè dalla natura, dalla vita associata degli uomini, e dalle loro spiegazioni.
Per esempio: quando si pone la questione di capire e magari di migliorare l’organizzazione politica della vita umana, Platone osserva la città, la sua storia, i suoi conflitti e i suoi problemi; ora, di fronte allo stesso ordine di questioni, si leggono invece la Repubblica di Platone o la Politica di Aristotele. Quest’ultimo, per spiegare la struttura del corpo degli animali, ricorre all’osservazione diretta, giungendo fino alla dissezione anatomica. Ora invece di osservare il delfino e la scimmia, si studiano le pagine che Aristotele dedica a questi animali nei suoi scritti zoologici.

Rilevanza delle questioni propriamente filosofiche

Anche questo contribuisce a specializzare la filosofia facendone un ambito autonomo di discorsi e di problemi. È perciò naturale che in questo quadro assumano un rilievo centrale le questioni specificamente filosofiche, come quelle relative alla teologia, alla metafisica, alla cosmologia, alla teoria dell’anima, mentre i problemi relativi al mondo esterno (le scienze della natura o la politica) passino in secondo piano, e interessino il discorso filosofico solo attraverso la mediazione dei testi che se ne sono occupati in passato.

Il controcanto dello scetticismo

A queste tendenze si accompagna, fino ai primi decenni del III secolo d.C., una specie di controcanto, l’indirizzo scettico: esso continua a mettere tenacemente in dubbio la possibilità che la ragione
umana raggiunga verità definitive, dogmatiche, su argomenti (come Dio, l’anima, l’universo, l’essere) non suscettibili di un controllo empirico, cioè basato sull’osservazione diretta. Ben lungi dal costituire una posizione irrazionalistica, lo scetticismo può essere considerato come una delle ultime difese della razionalità antica contro lo slittamento verso forme, irrazionali, di misticismo e fideismo religioso.
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