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Clistene e le riforme


Imperialismo ed egemonia rappresentano però solo una faccia della medaglia: per un lungo periodo del V secolo a.C. la politica interna ateniese vive una vera e propria svolta democratica. In effetti già a partire dalla fi ne del VI secolo a.C., con le riforme di Clistene, la città crea una serie di istituti di tipo tendenzialmente democratico: particolarmente significativa è, per esempio, l’introduzione della Boulè, un’assemblea generale formata, per elezione democratica, da cinquecento membri; ancora più importante è l’estensione dei diritti politici a tutti i cittadini (naturalmente maschi, maggiorenni e liberi); inoltre le cariche pubbliche, ossia le magistrature, possono essere affidate, per sorteggio o per votazione, a chiunque; dunque, un minimo di competenza politica era richiesto a tutti.
Per questo lo Stato prevede un piccolo indennizzo (lontano antenato delle nostre indennità di rappresentanza) per quei cittadini che partecipano alla vita pubblica e che sono quindi costretti a tralasciare momentaneamente i propri affari.
Le riforme di Clistene – giunte al termine di un lungo processo di democratizzazione della vita cittadina iniziato quasi un secolo prima con Solone – garantiscono, per così dire, il quadro istituzionale della trasformazione in senso democratico di Atene; anche se la vera e propria svolta avviene con Pericle, al potere quasi ininterrottamente dal 460 al 429 a.C. Guida del partito democratico, egli governa Atene esercitando un potere pressoché assoluto nell’interesse dei ceti subalterni (artigiani e i lavoratori in generale), relegando ai margini l’aristocrazia tradizionale.
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