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Soggetti e predicati nelle categorie accidentali

E' opportuno osservare - in conclusione - che non solo nella categoria di sostanza, ma anche nell'ambito degli accidenti vi sono predicati che dicono la natura o il "che cos'è" di soggetti appartenenti alla loro medesima categoria: quando affermiamo che "il rosso è un colore" o che "il colore è una qualità" stiamo dicendo l'essenza o il "che cos'è".
Anche qui, le categorie possono svolgere solo la funzione di predicato. Nell'ambito degli accidenti esistono termini ultimi, corrispondenti in certo modo alle sostanze prime, che in una proposizione possono essere soltanto soggetto e mai predicato: questo termine ultimo sarà anch'esso - come la sostanza prima - qualcosa di concreto e percepibile con i sensi; per esempio, il rosso che sta sotto i nostri occhi, quando diciamo, indicando il colore di un vestito: "questo (colore) è rosso".

Alla base della colonna della categoria di sostanza ci sono le sostanze prime (Socrate, in questo caso). Via via che si sale, incontriamo i predicati, le sostanze seconde, generi e specie, più estese e comprensive via via che procediamo. Alla base della categoria di qualità abbiamo qualcosa di determinato e individuale, percepibile con i sensi: precisamente questo colore bianco caratteristico della carnagione di Socrate (diverso, poniamo, dal bianco di Giovanna); risalendo, abbiamo i predicati, specie (il bianco in generale) e generi (il genere dei colori).

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