_kia96_ di _kia96_
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Opere

Aristotele ha scritto sia opere esoteriche che essoteriche ed entrambe risultano difficili e problematiche. Le fonti essoteriche, redatte in forma dialogica e rivolte al grande pubblico, sono andate perdute perché bruciate nella biblioteca di Alessandria.
Le opere esoteriche sono rivolte ai membri della sua scuola, ai suoi discepoli. Queste ultime sono arrivate fino a noi ma risultano difficili da comprendere, perché sono appunti densi e complessi delle sue lezioni. Queste non sono mai state pubblicate da Aristotele, ma sono state raccolte postume nel I secolo d.C. dall'aristotelico Andronico di Rodi. Sono stati scritti in maniera non sistematica, non sono di facile lettura.
Questi appunti riguardano:
- Logica;
- Politica;
- Etica;
- Economia (arte di conservare i propri beni, mantenersi in vita);
- Psicologia (Psiche=anima);
- Retorica;
- Poetica;
- Fisica;
- Metafisica.

Non si sa se quest’ordine rispetti quello che Aristotele aveva tenuto nelle sue lezioni. Andronico ha provato a distinguere i vari argomenti e si deve a lui la definizione di metafisica. Platone e Aristotele non usarono mai la parola Metafisica. Andronico chiama Metafisica quegli scritti che vengono catalogati dopo i libri di fisica. Il significato, in un primo momento, non è quello di un mondo che va al di là, è semplicemente un nome dovuto all'ordine degli scritti. Erano scritti talmente astratti che non si sapeva effettivamente a quale disciplina appartenessero. Questo nome è stato volutamente lasciato perché noi adesso sappiamo che la metafisica è ciò che va oltre la fisica.

Aristotele chiamava questi scritti filosofia prima o analitica (la scienza che studia le cause ed i principi primi, indaga Dio) perché indagava gli aspetti più importanti del suo pensiero.

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