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Aristotele - Le opere

Aristotele scrisse moltissimo. Oggi possediamo di Aristotele tutte quelle opere che sono dette esoteriche (perché erano indirizzate a un gruppo ristretto di persone) o acroamatiche (perché erano opere per gli ascoltatori). Consistevano negli appunti personali che Aristotele seguiva per fare lezioni ai suoi alunni al Liceo. Questi appunti sono stati ritrovati all’interno di vasi durante dei lavori nel I secolo a.C. in una villa. Furono dunque riordinati e sistemati e sono stati mantenuti fino ad oggi. I problemi riguardano le cosiddette opere essoteriche, quelle dedicate a un largo pubblico, che sono andate perdute con le invasioni barbariche e il crollo dell’Impero Romano d’Occidente. Non ci rimangono altro che alcuni frammenti o riferimenti indiretti. Erano opere molto più vicine allo stile platonico e quindi sottoforma di dialogo. Se oggi avessimo anche le opere essoteriche si potrebbe analizzare lo sviluppo del pensiero aristotelico nel corso degli anni. Invece oggi ci rimangono soltanto gli appunti che sono perfetti perché ogni anno Aristotele li correggeva e perfezionava per tenere lezioni sempre migliori e quindi non ci è chiaro il processo di maturazione del pensiero di Aristotele. Il problema che riguarda gli appunti di Aristotele è che sono chiari e rigorosi, ma estremamente schematici. La principale opera essoterica che è citata anche da Cicerone è il Protreptico, che era un invito per il pubblico a fare filosofia. Le opere esoteriche sono oggi suddivise seguendo non l’ordine che diede Aristotele, ma quello che diede colui che le trovò nel I secolo a.C., un certo Andronico da Rodi. Egli ordinò tutti gli appunti di Aristotele per argomento e poi diede loro un titolo. La prima raccolta di scritti sono quelli della logica (chiamati organon, che in greco significa strumento, poiché la logica è uno strumento fondamentale per l’uomo), di cui Aristotele è considerato il fondatore. Gli scritti di logica furono Categorie, Sull’interpretazione, Analitici I, Analitici II, Topici ed Elenchi sofistici. La seconda raccolta è quella degli scritti di fisica che comprendeva tantissimi scritti tra cui Sull’anima, Storia degli animali, Della terra, Del cielo, Dei corpi e Delle meteore. La terza raccolta è la metafisica e comprende quattordici scritti. Andronico da Rodi non diede un titolo a ogni scritto, ma li raccolse tutti nel libro intitolato metafisica. Infine ci sono altri scritti vari che trattano di etica, politica, arte e retorica. I più importanti sono Etica nicomachea, Etica eudemia, Grande etica, Politica, Poetica (incompleta) e Retorica. La metafisica è la scienza che studia i fondamenti della realtà ed è molto simile all’ontologia. Il nome “metafisica” è nato in realtà per la scarsa fantasia di Andronico da Rodi: infatti egli trovò prima gli scritti della logica, poi quelli della fisica e poi trovò tutta una serie di scritti di ontologia che non sapeva come chiamare e a cui alla fine diede il nome “metafisica” (cioè “dopo la fisica”). La metafisica è andata quindi a indicare quella parte dell’ontologia che si occupa della fisica. Aristotele la chiamava “scienza prima”. L’Etica nicomachea prese il nome da Nicomaco, il figlio di Aristotele che la rese pubblica. L’Etica eudemia era stata fatta pubblicare da Eudemo, un discepolo di Aristotele. La Grande etica fu così chiamata perché Andronico leggendola trovò che fosse un misto tra la prima etica e la seconda e che fosse quindi la migliore. Delle tre, però, la più importante e completa è l’Etica nicomachea.

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