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La concezione aristotelica della dialettica

Tra gli scritti dell'Organon sono compresi gli studi sulla dialettica e su quella parte della dialettica che viene comunemente chiamata logica. La dialettica è considerata da Aristotele come la tecnica che permette di sostenere vittoriosamente una discussione con un avversario. Otteniamo questo risultato quando riusciamo a confutare la tesi da lui sostenuta, facendo in tal modo (indirettamente) prevalere la nostra opinione. La tecnica dialettica è in questo senso affine a quella che in matematica è detta dimostrazione per assurdo.

Le premesse comuni

Secondo Aristotele, la condizione indispensabile affinché il confronto dialettico possa aver luogo è che entrambi i contendenti concordino su alcune premesse, nel rispetto delle quali si svolge poi la discussione. La confutazione, infatti, consiste precisamente nel dimostrare che dalla tesi dell'avversario derivano conseguenze che contraddicono le premesse condivise. Le premesse su cui i due contendenti concordano non devono necessariamente essere vere, che se possono essere vere. E invece indispensabile che tali premesse siano ritenute vere o appaiano verosimili al pubblico che assiste alla discussione, cui spetta il compito di decidere sull'esito del confronto; non avrebbe infatti senso mettersi a discutere sulla base di premesse che gli spettatori ritengano false o inaccettabili.

Per questa ragione, Aristotele suggerisce che i contendenti si accordino su premesse corrispondenti all'opinione di persone da tutti considerate le più sagge e sapienti e che dunque godono del credito più ampio.
godono del credito più ampio.

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