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Anima

Traduzione del greco psychè, “anima” deriva dal latino anima (dal greco ànemos, “vento”), che significa “respiro, soffi o vitale”. Indica quel principio della vita che in alcune religioni antiche (orfica, egiziana, babilonese) è distinto dal corpo e contrapposto a esso. Riprendendo tale contrapposizione, i pitagorici acuiscono il confl itto tra anima e corpo, proponendo un modello di vita radicale, volto alla purifi cazione, cioè al rigore dei costumi e al rifi uto delle esigenze della corporeità. Tale modello è funzionale alla liberazione defi nitiva dell’anima dal corpo, altrimenti costretto a reincarnarsi in esseri viventi inferiori, in base alla dottrina da loro condivisa della trasmigrazione delle anime (metempsicosi). A

Antropomorfismo

Dal greco ànthropos (“uomo”) e morphè (“forma”), signifi ca “che ha una forma umana”. Indica la tendenza dell’uomo a pensare altre realtà (la natura, la divinità, le forze fi siche) modellandole su se stesso e attribuendo loro la propria condotta.

Archè

Termine greco che significa “principio, origine”, e che può essere assunto sia in senso temporale (come principio od origine di un processo), sia in senso ontologico (ciò che viene prima per importanza, o valore). Secondo Aristotele, la ricerca dell’archè è il punto di partenza della riflessione dei presocratici.

Atomo

Dal greco a- (prefisso che indica privazione) e il tema di tèmnein, “tagliare”, significa “ciò che non può essere tagliato, diviso” e indica le particelle elementari, i principi di Leucippo e Democrito posti alla base della realtà fisica. Gli atomi sono distinti per forma, direzione e ordine; la loro natura è eterna, dal momento che sono ingenerati e incorruttibili, mentre il divenire del cosmo è spiegato dagli atomisti mediante il riferimento ai processi di aggregazione e disgregazione che avvengono nel vuoto.

Dialettica

Dal greco dialèghesthai, “discutere, argomentare”. Con questo termine si indica l’arte della discussione e del confronto che, secondo Aristotele, nasce con il metodo argomentativo di Zenone di Elea. Questo metodo è incentrato sulla confutazione, ossia sulla contestazione della validità delle tesi assunte dagli avversari del suo maestro Parmenide: la suddetta confutazione viene effettuata mediante i cosiddetti “paradossi”.

Divenire

Con questo termine si indica il flusso ininterrotto che avvertiamo come costitutivo della realtà che ci circonda. In contrapposizione a tale inarrestabile flusso, concepito come mera apparenza (Eraclito) o come qualcosa di impensabile e inconoscibile (Parmenide), viene solitamente identificato un principio immutabile, che solo il vero filosofo può cogliere e riconoscere come ultimo fondamento della realtà (per Eraclito il lògos, per Parmenide l’essere).
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