Ominide 724 punti

Anassagora

Anassagora fu colui che introdusse la filosofia ad Atene. Egli scrisse un'opera intitolata "Sulla natura". Così come Parmenide, Anassagora ritiene che nulla nasce e nulla perisce; infatti lui considera la parola nascere come l'unione di elementi e considera la parola morire come la separazione di elementi. Questi elementi sono da lui chiamati "semi", sono piccolissime particelle di materia di qualità diverse; ad esempio ci sono semi d'oro, semi di carne, etc.. La caratteristica di questi semi è che sono infinitamente divisibili, ciò significa che ogni quantità, anche se piccola può essere ancora divisibile in parti minori. Quindi il concetto di piccolo e grande è assolutamente relativo, ovvero una cosa più essere grande o piccola a seconda del termine con cui si confronta. Anassagora chiama nous quell'intelligenza divina, ovvero quella forza ordinaria che da un'ordine a questi semi, originariamente confusi. Grazie a questa intelligenza divina, dal caos primordiale dei semi, si sono divise le cose, secondo l'opposizione: caldo-freddo, luce-oscurità. Per il filosofo ha un ruolo fondamentale la concretizzazione del sapere, soprattutto per quanto riguarda l'uomo che è il più intelligente degli animali in virtù del possesso delle mani.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email