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Anassagora

Nato a Clazomene città della Tracia in Asia Minore tra il 500 e il 496 a.c.
Secondo il filosofo, tutto ciò che compone la natura è fatto da piccole particelle o semi invisibili ad occhio nudo (omeomerie), ma comprensibili dall’intelletto e dalla ragione che li contiene e che da essi è composta (il Nous).
Tramite il Nous, l’intuizione, la capacità di legare insieme attraverso una catena di riflessioni concetti e frasi i dati provenienti dal mondo esterno, l’essere umano può comprendere la connessione del pensiero con l’Essere, della parte con il tutto, del piccolo con il grande, dell’organico con l’inorganico, dello spirito con la materia, della natura della terra con l’universo celeste, della propria esistenza singola con l’universo.
Nei pensieri umani, nelle parole, nei nostri organi, tessuti, cellule, sangue…c’è la natura tutta, nella sua parte infinitesima che si relaziona con la stessa natura nella sua parte infinita.Tutto vive eternamente entrando a far parte di tutto il resto; tutto è in tutto: nelle pietre c’è la vita organica, nella vita organica i minerali, i 4 elementi, così come nelle piante, negli animali, nelle stelle, nei pianeti.
Tutto è composto di semi infinitesimi che in maniera incessante mutano, si uniscono, si trasformano e ci trasformano secondo l’energia spirituale e materiale del Nous, la stessa energia che compone il nostro cervello come macchina pensante e la nostra anima come coscienza pensante e grazie alla quale possiamo essere consapevoli di noi stessi, consapevoli di essere parte integrante di un processo eterno di trasformazione e di trapasso da un essere all’altro.
“Nulla in natura si crea e nulla si distrugge”, dirà il chimico Lavoisier nell’800, pervenendo alle stesse conclusioni del filosofo, pur partendo dalla prospettiva del metodo scientifico matematico degli studi di chimica sperimentale.
Nelle nostre parole ci sono le cose e nelle cose i nostri pensieri e concetti ed è per questo che immediatamente intuiamo la funzione di un oggetto e lo nominiamo, perché il seme che lo compone è già in noi e attraverso l’intelletto noi lo definiamo, gli diamo un ruolo, uno schema di rappresentazione e di comprensione, qualcosa che la nostra intelligenza capisce e che la nostra mano afferra. Due gesti contemporanei indispensabili per orientarsi nel mondo e attraverso i quali le particelle che costruiscono il mondo attivano quelle già presenti in noi dalla nascita.
Tale visione filosofica di Anassagora apre anche forti questioni etiche soprattutto nel mondo contemporaneo dove si tende a considerare la vita umana separata dalla natura, ogni individuo separato dall’altro e soprattutto la specie umana legittimata a trasformare il vivente secondo i propri interessi economici, di potere e di dominio, dimenticando la relazione profonda e la connessione tra noi e l’ecosistema nel quale viviamo e quindi gli effetti devastanti che il nostro agire irresponsabile ha sul vivente.
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