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Osservazioni tecniche sui tessuti

È utile saper riconoscere il verso di un tessuto, soprattutto quando ci si accinge a tagliare un indumento, perché qualsiasi stoffa risulta più resistente e cade meglio se è usata nel senso dell’ordito. Trattandosi di un tessuto in pezza, l’ordito e la trama si distinguono facilmente l’uno dall’altra perché formano rispettivamente la lunghezza; e l’altezza della stoffa.
Anche in un ritaglio è tuttavia possibile riconoscerli: l'ordito è infatti più rilevato e ritorto della trama e, una volta sfilacciato, appare più resistente ed a fibra più lunga.
Per stabilire la qualità e le caratteristiche essenziali di un tessuto ci si può normalmente affidare al tatto, tenendo presente quanto segue.
I tessuti di lana pura sono morbidi, caldi, elastici, resistenti e non si sgualciscono stringendoli nel pugno; quelli di fibre proteiche o i misti di lana sono molto meno morbidi, meno caldi, meno elastici e si sgualciscono facilmente.

I tessuti di seta pura sono fruscianti, elastici, leggeri, caldi e non molto lucenti; mentre quelli di seta artificiale sono più pesanti e più lucenti, ma meno caldi e fruscianti.
I tessuti di cotone sono morbidi, alquanto caldi e pesanti ed hanno la superfìcie leggermente pelosa; quelli di lino sono più freschi, leggeri, brillanti, facilmente gualcibili e presentano nodi irregolari nei fili che li compongono.
I tessuti sintetici hanno caratteristiche molto diverse fra loro: il nailon è piuttosto simile alla seta (elastico, leggero, lucente); ma è più resistente e freddo di questa perché di natura inorganica; il lilion, pur essendo leggero e resistente, è più poroso del nailon e ricorda quindi la morbidezza della seta e il calore della lana; l’orlon invece è particolarmente caldo, soffice e leggero, proprio come un tessuto di lana.
I misti si riconoscono sfilacciandone un ritaglio ed osservando separatamente i fili di trama e di ordito.
Per avere una maggiore sicurezza nel riconoscimento si può ricorrere alla prova della fiamma, sfilacciando e bruciando separatamente alcuni fili dell’ordito e della trama del tessuto in esame.
Sapendo che le fibre di origine animale bruciano lentamente torcendosi, emanando odore di capelli bruciati e lasciando una cenere nerastra e grumosa; mentre quelle di origine vegetale bruciano con fiamma viva, simile a quella prodotta dalla carta, lasciando poca cenere grigia e leggera, e quelle sintetiche non bruciano, ma fondono, lasciando un residuo duro e vetroso, è possibile evitare almeno le frodi più gravi e comuni, che consistono nel vendere per tessuti puri i misti delle diverse fibre.
Per distinguere il cotone dal lino (cosa non facile quando i tessuti sono molto lavorati e raffinati) basta versare sulla stoffa in esame una goccia di glicerina. Il lino la assorbe immediatamente e la macchia che si forma è trasparente ed untuosa; il cotone invece l’assorbe con difficoltà.
Per quanto riguarda la qualità dei tessuti, è bene ricordare che generalmente ad altezza maggiore corrisponde una maggiore convenienza della stoffa.
Il più elevato costo unitario è infatti compensato dalla minore metratura occorrente e dalla possibilità di una migliore utilizzazione.
Inoltre, la scelta di un fornitore fisso garantisce una certa sicurezza dalle frodi, e la preferenza data a prodotti di buona marca (speciali marchi garantiscono la qualità dei tessuti di lana pura e di quelli, puri o misti, di lino) si rivela sempre vantaggiosa.

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