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Concetti Chiave

  • Fino al 1960, lo stracciaio raccoglieva stracci di fibra naturale per rivenderli a filande, dove venivano riciclati in nuove fibre e filati.
  • Il riciclaggio degli stracci presenta sfide come costi elevati per scoloritura e rimozione di fibbie, oltre alla presenza di fibre sintetiche che complicano il processo.
  • Oggi, dagli stracci si ottengono materiali di riempimento, come isolanti, feltro e pannelli, mentre il 10% dei vestiti raccolti è inutilizzabile e va in discarica.
  • La raccolta dei vestiti usati è gestita da Associazioni di volontariato, che utilizzano raccoglitori per la raccolta e selezione dei capi.
  • Circa il 60% dei vestiti raccolti è in buone condizioni e viene inviato a Paesi poveri o donato a centri di accoglienza per persone bisognose.

Indice

  1. Il mestiere dello stracciaio
  2. Raccolta e distribuzione dei vestiti usati

Il mestiere dello stracciaio

Fino al 1960 c'era lo stracciaio che raccoglieva gli “stracci” fatti di fibra naturale omogenea (lana al 100%, cotone 100%). Poi li vendeva a una filanda che faceva il riciclaggio: il tessuto disfatto per ricavare le fibre, che venivano poi filate per riottenere un filato. In Italia il centro più famoso era la città di prato (in Toscana), dove si riciclavano gli stracci di lana.
Ogni questo tipo di riciclaggio è difficoltoso per vari motivi: le operazioni di scoloritura e rimozione di fibbie sono costose; i tessuti di lana sono spesso mescolati con fibre sintetiche, circa 10%, che rinforzano i filati ma creano problemi alla mescola delle fibre. Oggi, dagli stracci si ottengono materiali di riempimento: isolante per le macchine, feltro, coni delle casse audio, pannelli e imballaggi. Il 10% dei vestiti raccolti è inutilizzabile ed è smaltito nelle discariche.

Raccolta e distribuzione dei vestiti usati

La raccolta dei tessuti avviene principalmente a opera di Associazioni di volontariato, che dispongono sul territorio dei raccoglitori nei quali si possono mettere i vestiti usati che non indossiamo più. I vestiti sono poi portati nei centri di raccolta dove viene effettuata una cernita da parte di addetti.

La maggioranza di questi vestiti (circa il 60%) è ancora in condizioni tali da poter essere indossata. Questi vestiti vengono allora spediti in Paesi poveri o in alternativa, vengono donati a centri di accoglienza per persone povere, che li distribuiscono a chi ne ha bisogno.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo storico dello stracciaio nel riciclaggio dei tessuti?
  2. Fino al 1960, lo stracciaio raccoglieva stracci di fibra naturale, come lana e cotone, per rivenderli a filande che riciclavano il materiale, trasformandolo in nuove fibre e filati, con Prato in Toscana come centro principale di questa attività.

  3. Quali sono le difficoltà attuali nel riciclaggio degli stracci?
  4. Il riciclaggio degli stracci è complicato da costi elevati per la scoloritura e la rimozione di fibbie, oltre alla presenza di fibre sintetiche che rendono difficile la mescola con le fibre naturali, portando a un 10% di vestiti raccolti che risultano inutilizzabili.

  5. Come avviene la raccolta e la distribuzione dei vestiti usati oggi?
  6. La raccolta dei vestiti usati è gestita da associazioni di volontariato che utilizzano raccoglitori sul territorio; circa il 60% dei vestiti raccolti è in buone condizioni e viene inviato in Paesi poveri o donato a centri di accoglienza per persone bisognose.

Domande e risposte

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