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Primi esperimenti sulla radioattività


A Marie Curie si deve la scoperta della radioattività. Il fisico danese Niels Bohr ha formulato il modello planetario dell’atomo di idrogeno ed il modello a goccia dei nuclei degli atomi pesanti. Tuttavia, contribuì notevolmente alla scoperta della fissione nucleare, nonché al «Progetto Manhattan», programma di ricerca che portò alla creazione delle primi armi nucleari.
La fissione nucleare nacque ufficialmente all’inizio degli anni 30. Il fisico sperimentale James Chadwick, allievo di Rutherford, ha scoperto nel 1932 l’esistenza del neutrone all’interno del nucleo atomico. In particolare scoprì che bombardando delle particelle cariche è possibile procurarsi neutroni.
Il fisico italiano Enrico Fermi, teorico e sperimentale, ha scoperto ed interpretato il ruolo fondamentale dei neutroni. In particolari scoprì che i neutroni, per interagire meglio con la materia, devono venire rallentati da un mezzo idrogenato. Fermi dedusse che bombardando di elettroni i materiali, questi diventano radioattivi (radioattività indotta).
Irène Curie e Frederic Joliot scoprirono la radioattività indotta da particelle alfa, ovvero tramite acceleratore di particelle alfa.
I radio-chimici tedeschi Hahn e Strassmann scoprirono che bombardando con un fascio di neutroni rallentati l’uranio-235, si formavano nuclei di Bario-56 e Krypton-36.
A Lise Meitner, aiutata dal nipote Otto Frisch, si deve invece il merito dell’intuizione sulla natura fisica del processo della fissione nucleare.
Il fisico teorico ungherese Leo Szilard fu il primo a proporre una reazione a catena in cui in neutrone opera da protagonista nell’innesco e da prodotto finale.
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