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Classificazione e tipi

—Una prima classificazione della carta può essere fatta in base alle qualità tecnologiche che le sono caratteristiche: materie prime usate (e relativa finezza del prodotto), spessore, colore, collatura, resistenza alla trazione e allo strappo, peso al metro quadro (se supera: 150 gr al m2, non si parla più di carta, ma di cartone o cartoncino), formato, filigrana, ecc.
— Un’altra è quella, già accennata, fra carte fini, comuni e grossolane.
— Secondo l’uso, invece, si distinguono: carte da impressione (da scrivere, da disegno, da stampa); carte non coliate (asciuganti, per scrittura, assorbenti per usi igienici vari, da filtro, da sigarette, per fazzoletti e tovaglioli, per piccoli capi di biancheria personale, ecc.);carte da involgere (per imballo, involucri, confezioni di tipo industriale o commerciale o decorativo); carte speciali (carte valori, carte sensibili per fotografia, carte carbone, oleate, patinate, metallizzate, pergamenate, plastificate, operate, vellutate, vetrate, elasticizzate, ecc.).

— In particolare ricordiamo che:
— la carta da scrivere e da disegno, prodotta in numerosissimi tipi e gradi di finezza, è assai ricca di cellulosa e ben collata e calandrata;
— la carta assorbente in ogni sua varietà è ottenuta non aggiungendo alla pasta cellulosica le normali sostanze collanti;
— la carta per banconote è carta di stracci, molto resistente, che, guardata in trasparenza, rivela disegni translucidi (detti filigrana) difficilmente imitabili;
— la carta d’india, leggera, trasparente e molto resistente, si fabbrica con la cellulosa di steli di riso;
—- per produrre carte speciali: veline, patinate, paraffinate, oleate, impermeabili, pergamenate, plastificate, si aggiungono di volta in volta alla pasta talco, gesso, paraffina, oli minerali, sostanze sintetiche, ecc.;
— le carte metallizzate (dorate, argentate, stagnate, alluminate) possono essere ottenute aggiungendo al momento della patinatura polveri metalliche, che in tal modo si incorporano ai fogli, oppure facendo aderire ai fogli stessi, sotto pressione, sottilissime lamine metalliche.
— Il cartone è un foglio di carta più spesso ottenuto con un maggiore strato di pasta cellulosica (cartone in massa) oppure per incollatura e pressatura di vari fogli sottili di carta (cartone compresso e incollato). Se è fine, è usato per scrittura e disegno e per la fabbricazione di oggetti decorativi, giocattoli, contenitori; altrimenti per imballo ed usi industriali vari.
Di cartone esistono quindi diverse varietà commerciali: il cartone comune, grigio, bianco o colorato; l’ondulato, usato per imballaggio; il fibra, usato in valigeria; il presspan, duro, resistente ma elastico, adatto a piccole costruzioni e ad altri lavori di cartonaggio.
— La cartapesta è costituita da pasta di legno o da carta di giornale, fatta macerare in acqua con aggiunta di colla e sostanze agglutinanti. L’impasto così ottenuto si modella a mano o si comprime in stampi, per l’esecuzione di oggetti vari, fra cui caratteristici i giocattoli, le marionette, le maschere carnevalesche.
L’importanza dei metalli per lo sviluppo della nostra civiltà è sempre stata tale che alcuni di essi (il rame, il ferro, il bronzo) diedero il loro nome alle prime epoche della storia umana.

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