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La ginnastica dolce e i suoi metodi

Con l'espressione "ginnastica dolce" si indica un tipo di attività fisica che si può svolgere in palestra o all'aperto, dietro alla guida di un istruttore o per conto proprio, caratterizzata dalla bassa intensità. Si tratta di una ginnastica eseguita con movimenti lenti, graduali, a basso impatto. E' un esercizio ginnico soft studiato per avvicinare al movimento persone sedentarie, anziani o coloro che hanno problemi di tipo ortopedico e non possono eseguire gli sport tradizionali, per le donne in gravidanza e, più in generale, per le persone che vogliono godere di uno stato generale di benessere senza stressare il fisico.
Le ginnastiche dolci sono così definite perché nel loro esplicarsi (durante l’ attività motoria) si pongono in rapporto diretto con chi le vive, in modo sistemico e globale coinvolgendo l’intero “essere” come persona nella sua accezione psico-fisica nonché sociale.

I ritmi di vita odierni (lavoro, famiglia, attività culturali, sportive etc.), generano uno stress più o meno consapevole in quanto si è sottoposti ad eventi, sfide, imprevisti di varia origine e natura, generando un sovraccarico mentale e fisico, con uno sfruttamento di risorse energetiche da parte dell’organismo notevole, col rischio di esaurirle.
Le ginnastiche dolci apportano notevoli benefici in tal senso perché si fondano su un lavoro dolce e cosciente su se stessi, basato sul rilassamento, sulle sensazioni, sulla respirazione, sull’affinamento percettivo e sulla distensione, col tentativo di armonizzare il corpo nella sua globalità, senza mai sottoporlo a sforzi, utilizzando pienamente il potenziale fisico e psichico del singolo individuo, allentando le tensioni quotidiane per una riappropriazione della propria fisicità.
Esistono vari metodi utilizzati dalla ginnastica dolce:
o L’eutonia: è un metodo creato alla fine degli anni Cinquanta del XX secolo, con il quale sono state ricercate nuove possibilità di rilassamento. E’ un allenamento che mira al raggiungimento della giusta tensione muscolare, del ‘’tono ottimale’’ che permetta di compiere ogni movimento con la minore energia e la massima efficacia possibile, stimolando l’autoregolazione e il potere curativo dell’organismo. L’obiettivo è la correzione di atteggiamenti scorretti e delle tensioni eccessive che impediscono la normale funzionalità organica e predispongono a malattie, attraverso la presa di coscienza di sé. Il metodo comprende l’alternanza di stati di passività e di stati di attività. I primi sono esercizi di rilassamento e di respirazione, posizioni di allungamento muscolare statico. I secondi sono movimenti naturali, come sbadigliare, stirarsi, strofinarsi e i vari movimenti di ‘’controllo’’ (postura, camminata …), eseguiti il più lentamente possibile.
o Pilates: è un metodo che unisce la ginnastica tradizionale alle discipline orientali ed è basato sulla concentrazione e sul controllo. Gli esercizi (più di 500 in tutto) rispettano 8 punti chiave: la respirazione (con il torace, non l'addome), la concentrazione (i movimenti sono ragionati, partono dal centro del corpo), il controllo (dei gesti nello spazio e nel tempo), la distensione (posizioni diritte e sciolte), la fluidità (il corpo esegue dei movimenti lenti), l’equilibrio (gli addominali sono sollecitati), l'ordine (gli esercizi seguono un ordine preciso) ed il rilassamento. Se la maggior parte degli esercizi si pratica senza attrezzi, alcuni fanno ricorso ad accessori più o meno grandi: palloni, elastici, cerchi, tubi di gommapiuma, sedie.. Offre numerosi benefici: migliora la forza ed il tono muscolare senza aumentare troppo la massa muscolare, migliora la postura, conferisce un ventre piatto (via la pancia!!), migliora la fluidità dei movimenti, diminuisce l'incidenza del mal di schiena, perché tende a rafforzare molto i muscoli nella parte centrale del corpo, contribuisce a dare sicurezza si sé e a diminuire lo stress.
o Lo yoga: è una disciplina pratica che mira al raggiungimento di un livello superiore di coscienza, nel quale l’individuo si ricongiunge alla realtà che trascende quella terrena. Esistono molte forme di yoga, ma tutte ricercano l’appagamento, la coscienza di se stessi, il benessere fisico e psicologico, la serenità. La maggior parte dei corsi di yoga riguarda soprattutto la dimensione corporea, cioè l’hatha yoga. Esso agisce comunque su due livelli differenti: fisico, che prevede l’allungamento dei muscoli, abbinato alla respirazione, e favorisce l’ossigenazione del corpo, facilitando l’eliminazione delle tossine, e mentale, attraverso l’attenzione che è necessaria applicare nella pratica delle posizioni; lo yoga, infatti, permette di aumentare la concentrazione ed è determinante anche nell’aumento della consapevolezza, fattore importantissimo per interrompere gli effetti di quel circolo vizioso nel quale tutti viviamo e che si conclude con lo stress. Si basa su tre elementi principali: le posizioni (più di 1.000, statiche o dinamiche), gli esercizi respiratori (indissociabili della pratica delle posizioni), il rilassamento (ultima fase delle sedute, da fare da seduti o da stesi).
o Lo stretching: è un metodo di rilassamento muscolare che unisce pratiche tipiche della ginnastica tradizionale, della danza classica e dello yoga. Lo stretching può essere fine a se stesso, una disciplina a pieno titolo (corso di stretching), ma può anche integrarsi ad altre discipline (corsa, jogging, escursionismo...), in fase di riscaldamento, in fase di recupero, o in entrambe le fasi. Consiste nel distendere i muscoli del corpo segmento per segmento, in modo lento e preciso. I gesti sembrano semplici, ma in realtà sono complessi e la loro esecuzione richiede concentrazione e rigore. Bisogna restare immobili, concentrarsi sulle posizioni, inspirare profondamente e poi espirare provando ad andare sempre più lontano. Riducendo le tensioni, la respirazione guida i gesti.

L'ABBIGLIAMENTO ADATTO
L'abbigliamento deve essere in fibra naturale in modo che la traspirazione non sia in alcun modo ostacolata. L'ideale è vestirsi a strati: una maglietta a maniche corte, una felpa, un giubbotto. Se fa molto freddo, si potrà cominciare a riscaldarsi con il giubbotto e poi gradualmente eliminare i capi di abbigliamento, mano a mano che la temperatura corporea sale. E' fondamentale non alleggerirsi eccessivamente e rivestirsi alla fine dell'allenamento.

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