Video appunto: Equilibrio


In questo appunto viene descritto che cosa sia l'equilibrio, la sua definizione principale. L'equilibrio consisterebbe nel mantenere oppure ripristinare una posizione che risulti essere stabile del corpo sia che siamo fermi sia che siamo in movimento. Inoltre vengono anche descritte le sue principali caratteristiche.


Indice:
Definizione di equilibrio
Riflesso d'equilibrio
Le afferenze sensoriali che elabora il cervelletto
Si può perdere l'equilibrio?
Migliorare l'equilibrio


Definizione di equilibrio



L’equilibrio è la capacità di mantenere o ripristinare una posizione stabile del corpo, sia da fermi che in movimento.
Un corpo è in equilibrio quando il centro di gravità cade all’interno della base di appoggio.

L’equilibrio può essere:


  1. Equilibrio statico, quando il centro di gravità cade all’interno dell’area di appoggio. Lo si riconosce in sport quali lotta, judo, arrampicata, nella posizione di partenza per i tuffi, e anche negli atterraggi dopo i salti nella ginnastica artistica.

  2. Equilibrio dinamico, quando un corpo in movimento rimane in equilibrio. Lo si applica in movimenti semplici come camminare, salire le scale o andare in monopattino.

  3. Equilibrio di volo, quando il corpo non è in appoggio, né a terra né a un attrezzo. La fase di volo può variare da pochi decimi di secondo (come salti e saltelli) a vari secondi (come nel salto con gli sci) a diversi minuti (caduta libera con il paracadute).

  4. Equilibrio di rotazione, quando si ruota intorno agli assi corporei. Degli esempi di equilibrio nelle rotazioni sono ruotare su noi stessi (asse longitudinale), ripetere diverse ruote (asse sagittale), capovolte avanti e indietro e capovolte (asse trasversale). Lo si trova nella danza, nella ginnastica con gli attrezzi (pensiamo alle parallele), pattinaggio, ginnastica ritmica, atletica con il lancio del disco e del martello.



Tutte queste situazioni possono essere combinate tra loro, come accade negli sport definiti tecnico-combinatori, detti anche “sport a valutazione qualitativa del movimento”.

Riflesso d'equilibrio




  • Mantenere una posizione, una postura, non è affatto un fenomeno passivo.

  • La postura è un fenomeno attivo realizzato dalla regolazione del tono dei muscoli posturali, che si oppongono all’azione della gravità. Si ottiene con dei riflessi complessi, che necessitano di una particolare integrazione e coordinazione delle
  • Informazioni propriocettive da parte del cervelletto, di cui parleremo più avanti.

  • Una volta ricevute le informazioni, il cervelletto emette subito una risposta rapida ed involontaria.

  • Essendo una risposta riflessa, e quindi non volontaria, non è possibile eliminare la reazione d’equilibrio.



Le afferenze sensoriali che elabora il cervelletto



Il termine “equilibrio” non indica soltanto lo stato di quiete di un corpo, ma anche una capacità motoria tipica dell’uomo e degli animali.

La fisiologia ci spiega che l’equilibrio motorio dipende dall’interazione dei segnali che provengono.

  1. Dall’apparato vestibolare, situato nell’orecchio interno

  2. Dagli occhi

  3. Dalla propriocezione corporea



Dunque, il cervelletto riconosce la posizione del centro di gravità attraverso le afferenze sensoriali:


  • Propriocettive, che permettono di riconoscere la posizione dei vari segmenti del corpo e il grado di tensione muscolare;

  • Vestibolari, che riconoscono la posizione e gli spostamenti della testa nello spazio;

  • Precessorie, che permettono di calibrare la ripartizione del peso sugli appoggi;

  • Tattili, che, insieme a quelle pressorie, hanno la capacità di riconoscere il livello di aderenza o scivolamento dell’appoggio suo suolo o sull’attrezzo;

  • Visive, che permettono di reperire punti di riferimento nello spazio. Lavorano quindi in stretto contatto con il vestibolo, organo sensoriale all’interno dell’orecchio.



Si può perdere l'equilibrio?



  • Sia per cause esterne, come spinte o instabilità dovuta al suolo

  • Sia per cause interne, come durante lo spostamento volontario di un arto

  • Nel primo caso si parla di equilibrio-reazione, nel secondo invece di equilibrio-azione.



  • Migliorare l'equilibrio



    Spesso abbiamo sentito o pronunciato frasi del tipo “abbassa il baricentro”, “stai più in equilibrio” o ancora “allarga l’appoggio”. Sebbene spesso non capivamo davvero cosa significassero, sono consigli fondamentali per migliorare il nostro equilibrio.

    Possiamo tutti cercare di migliorare il nostro equilibrio con delle piccole accortezze:


    • Allargare la base d’appoggio; infatti quanto è maggiore la base d’appoggio, tanto più stabile risulterà l’equilibrio.

    • Abbassare il baricentro; mantenere l’equilibrio può risultare più facile abbassando il baricentro. Il baricentro è il punto di applicazione della risultante della forza di gravità che agisce su un corpo. Possiamo immaginarlo come il punto in cui si concentra il peso del corpo.

    • Mantenere la colonna allineata; il controllo del corpo è facilitato tenendo il tronco allineato verticalmente alla base d’appoggio.

    • Orientare la base d’appoggio nella direzione in cui si esegue l’azione; seguendo questa “regola” è più facile trasferire una forza. Pensiamo al lancio del peso, al momento del lancio i piedi saranno divaricati e rivolti in direzione del lancio

    • Fissare lo sguardo su punti fissi; in questo modo si annullano gli stimoli visivi ambientali che potrebbero “disturbare” il nostro equilibrio.

    • Cercare di rimanere decontratti; un’eccessiva tensione può solo peggiorare il nostro equilibrio poiché inibisce l’azione di aggiustamento riflessa.



    Ogni sport necessita di aggiustamenti e adattamenti necessari e specifici, dal momento che ciascuno richiede una differente capacità di controllo della postura. È facile pensare che un equilibrio richiesto ad un canoista è ben diverso da quello di una sciatrice.

    L’equilibrio, come la coordinazione, evolve in stretto contatto con lo sviluppo del sistema nervoso e l’incremento di tale capacità è massimo nel periodo che va tra i 5 e i 12 anni, anche se è opportuno esercitarla per tutto il corso della vita.

    A cura di Isabella.