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Biathlon


Gli sci esistono già da migliaia di anni, dato che gli strumenti più antichi simili a questi sono stati rinvenuti in Norvegia e risalgono al III millennio a.C.. Inoltre delle pitture rupestri rappresentavano scene di uomini che si sfidavano in corse sulla neve tramite l’ausilio degli sci.
Ma la disciplina del biathlon è un po’ più recente e la si trova nel campo militare scandinavo, dove venne usato per affrontare le popolazioni vichinghe.
La parola biathlon è composta da una mescolanza di latino e greco: il prefisso bi viene dal latino e vuol dire “due”, mentre invece athlon è una parola greca e significa “sport”.
Il nome non è dato a caso perché infatti si vogliono unire due specialità in una, queste sono lo sci di fondo e il tiro a segno con la carabina.
Le regole sono poche e semplici ma non è altrettanto semplice riuscire a metterle in pratica; infatti questa disciplina prevede che venga percorso nel minor tempo possibile un tracciato nel quale saranno inserite un numero variabile di tappe che corrisponderanno a delle postazioni di tiro; ogni qual volta un concorrente fa un errore con la carabina accumulerà delle penalità. Le gare potranno essere tanto individuali quanto a squadre.
La storia di questo sport ci racconta che non nacque come disciplina sportiva, ma come disciplina militare e si chiamava “sci militare”. Di questa, in seguito, fecero anche delle gare; le prime ad essere state documentate risalgono al 1895 e si tennero in Germania, ma già nel 1912 in Norvegia le gare al quale l’atleta partecipava prevedevano delle distanze prefissate e dei bersagli precisi sul quale sparare. Però bisogna aspettare ancora qualche anno prima che le gare venissero aperte al pubblico, perché, infatti, fino a quel momento i giochi del biathlon, o meglio “sci militare”, erano gestiti dall’esercito e potevano partecipare solo i soldati scelti appartenenti ai vari corpi militari.
Divenne sport libero soltanto dopo la seconda guerra mondiale e nel 1954 è stata riconosciuta dal comitato olimpico internazionale come disciplina a se stante. Venne redatto e approvato un regolamento agonistico; infine nel 1992 è stata inserita nel programma dei giochi olimpici invernali di Albertville.
Il biathlon è praticato soprattutto nelle regioni europee, ma più in particolare in Scandinavia e Russia dov’è uno degli sport più seguiti; ma è molto diffuso anche in Francia e Italia.
Per praticare questo sport oltre, che conoscere le regole, bisogna avere anche il giusto equipaggiamento; gli attrezzi necessari sono: sci da fondo, che devono essere minimo 4 cm più bassi dell’altezza dell’atleta e 2 bastoncini utili per l’equilibrio, il sostegno e lo slancio, ma per questi non c’è un’altezza preimpostata, però di norma (questa non è una regola) non devono oltrepassare il labbro superiore; serve poi, ovviamente, un fucile, che in passato era un’arma di grosso calibro, mentre ora è stata sostituita da un fucile leggero, dotato di mirino senza ingrandimento e con ripetizione di fuoco esclusivamente manuale. È stato anche deciso che i bersagli siano posti a 50m di distanza sia per la prova di sparo da terra, sia per quella in piedi. Inoltre arma e munizioni necessarie devono essere trasportate dall’atleta durante tutta la durata della competizione. Le munizioni adoperate sono calibro 22 e vengono testate prima di ogni competizione tramite apposite camere frigo per prevenire qualsiasi loro disfunzione.
Lo Ski Archery, o biathlon con tiro con l'arco, ha un regolamento analogo a quello del biathlon. Originariamente le competizioni venivano organizzate dalla IBU stessa, ovvero l’associazione che rappresenta biathlon con carabina nel mondo. Dal 1º aprile 2005, invece, è la Federazione Internazionale di Tiro con l'Arco (FITA) a organizzare le singole competizioni.
Questo è uno sport che riesce a trasmettere tantissime emozioni e a mostrare il carattere di chi lo pratica , non per nulla è stata aperta anche una sezione paraolimpica per i non-vedenti o ipovedenti e per persone con disabilità fisiche (ovviamente in queste categorie ci sono diversi accorgimenti necessari asseconda delle disabilità, come il fucile elettronico con dispositivo di puntamento acustico per i non-vedenti) che vogliono dimostrare “di che pasta sono fatti”; infatti questo è uno sport molto duro, basti pensare che era nata come disciplina militare e le regole originarie impiegate dai soldati non sono cambiate di molto.
Ma nonostante ciò anche le donne si sono fatte sentire in questo sport, anzi addirittura hanno superato (anche se le categorie maschili-femminili sono separate) gli uomini, infatti la primatista assoluta nella Coppa del Mondo in biathlon è proprio una donna, ovvero Magdalena Forsberg, che con sei vittorie consecutive batte il norvegese Ole Einar Bjørndalen, vincitore di 5 coppe di cristallo.

Dati presi da:
Rapporto Generale sui Giochi Olimpici Invernali,
Comitato Olimpico Svizzero,
Rapporto Generale IBU,
Revisione del Regolamento di Eventi e Competizioni IBU.

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