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Diritto di proprietà

Sappiamo che in Egitto il faraone poteva disporre a proprio piacimento dei beni dei suoi sudditi: tutto gli apparteneva e la proprietà privata non esisteva.
Oggi, invece, la proprietà è un diritto fondamentale in ogni società democratica e i beni possono appartenere sia a soggetti privati che a soggetti pubblici (come lo Stato e gli enti pubblici: regioni, province, comuni ecc.).
La Costituzione prevede che ci siano apposite leggi per stabilire come si acquistano e utilizzano i beni, ma anche per indicare i limiti ai quali la proprietà privata è sottoposta nell’interesse di tutti.

Il limite più importante per la proprietà è la possibilità per lo Stato o altri enti pubblici di appropriarsi di qualunque bene privato, ovviamente solo per fini di interesse pubblico (per esempio, per costruire un’autostrada, un aeroporto un oleodotto ecc.). Si parla in questi casi di espropriazione dei beni, che deve essere regolata da apposite leggi e dà diritto a ricevere un indennizzo.
Art. 42. La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati.
La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.
La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d’interesse genera le.
La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità.

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