Molti bambini passano le loro giornate a lavorare invece di andare a scuola o giocare. È Una realtà purtroppo ancora molto diffusa. Molti bambini sono costretti dalle famiglie a chiedere l’elemosina o a fare i lavavetri per strada.
I bambini e i ragazzi erano esposti maggiormente alla violazione dei loro diritti.
Per questo motivo nel 1989 è diventata patrimonio comune dell’umanità anche una
Convenzione sui diritti dell’infanzia.I bambini venivano e purtroppo vengono ancora sfruttati.
Molto terribile è lo sfruttamento dei bambini ad essere costretti ad essere bambini-soldato. Questi ragazzini vengono spessi costretti con la violenza o sotto l’effetto di droghe a compiere uccisioni e torture. I danni psicologici che subiscono sono spesso irreparabili e segnano tutta la loro vita. Una storia molto diffusa sul lavoro minorile è quella di Iqbal Masih:

Iqbal Masih è il bambino pakistano di dodici anni che ha osato ribellarsi alla sua condizione di semi-schiavitù come tessitore di tappeti denunciando i suoi sfruttatori. A 5 anni venduto dai genitori, costretti a pagarsi i debiti, ad un fabbricante di tappeti; per 6 anni tenuto legato al suo telaio dopo che aveva tentato di fuggire ai suoi sfruttatori. Fuori dalla fabbrica Iqbal conosce Eshal Ullah Kahn, leader del Fronte di Liberazione dal Lavoro forzato. Iqbal comincia a viaggiare, tiene conferenze. A Stoccolma nel 1994, ad 11 anni, parla ad una conferenza internazionale sul lavoro. Iqbal M. diceva:

Nessun bambino dovrebbe impugnare mai uno strumento di lavoro. Gli unici strumenti di lavoro che un bambino dovrebbe tenere in mano sono penne e matite
Sogna di diventare avvocato per poter difendere i deboli e gli indifesi.
Non ho paura del mio padrone; ora è lui ad aver paura di me
Riceve una borsa di studio dalla Brandeis University ma la rifiuta per rimanere nel suo paese ad aiutare i suoi amici. Tra i suoi progetti: costruire una scuola. Per la sua attività di denuncia e di promozione le autorità pachistane sono costrette a chiudere decine di fabbriche di tappeti, ma Iqbal crea problemi, per la mafia locale è un pericolo, un personaggio scomodo per chi sul lavoro dei bambini si arricchisce: le prime minacce di morte.
Il 16 aprile 1995, a 12 anni, Iqbal viene ucciso, vittima di un colpo di fucile, sparato da un assassino rimasto ignoto. Il “sindacalista” dei bambini viene fermato, ma non la sua causa! Quando fu ucciso correva in bicicletta: forse pensandosi libero di essere soltanto un bambino.

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