Concetti Chiave
- Il cittadino è colui che partecipa attivamente alla vita pubblica, possedendo diritti e doveri riconosciuti dallo Stato.
- La cittadinanza è la condizione giuridica che conferisce diritti e obblighi a un individuo in relazione a uno Stato specifico.
- Esistono due criteri fondamentali per l'attribuzione della cittadinanza: il ius sanguinis (diritto di sangue) e il ius soli (diritto del luogo).
- Il popolo è composto dai cittadini di uno Stato, mentre la popolazione comprende tutti gli abitanti, inclusi stranieri e apolidi.
- Il termine suddito si riferisce a persone soggette alla sovranità statale senza diritti di cittadinanza, e può essere usato in contesti giuridici o polemici.
Definizione di cittadino e cittadinanza
Cittadino è il civis, colui che partecipa della vita pubblica della comunità. Come tale il cittadino è titolare di diritti e soggetto delle decisioni; il suo contrario è il suddito, colui che delle decisioni è solo oggetto.
Cittadinanza è la condizione giuridica di chi (il cittadino) appartiene ad un determinato Stato; più propriamente è l'insieme dei diritti (e relativi obblighi) che l'ordinamento giuridico riconosce al cittadino.
Criteri di attribuzione della cittadinanza
Esistono fondamentalmente due criteri diversi per attribuire la cittadinanza:
1) diventa cittadino chi è figlio di cittadini (ius sanguinis, diritto di sangue);
2) diventa cittadino chi nasce nel territorio dello Stato (ius soli, diritto del luogo). La maggior parte degli stati europei, fra cui l'Italia, adotta lo ius sanguinis; la Francia adotta lo ius soli.
Le persone che non hanno la cittadinanza di uno stato sono stranieri se hanno quella di un altro stato, apolidi se, invece, non hanno alcuna cittadinanza.
Differenza tra popolo e popolazione
L'insieme dei cittadini di uno stato costituisce il suo popolo.
È detto invece popolazione l'insieme delle persone che risiedono sul territorio di uno stato (i suoi abitanti), a prescindere dal fatto che siano suoi cittadini. La popolazione, dunque, differisce dal popolo in quanto, da un lato, comprende anche gli stranieri e gli apolidi che risiedono sul territorio dello stato mentre, dall'altro, non comprende i cittadini residenti all'estero. La divergenza tra popolo e popolazione è accentuata negli stati interessati da un forte flusso migratorio, in entrata o in uscita.
Evoluzione del concetto di suddito
Nel momento in cui lo stato riconosce al suddito diritti civili e politici, questo diventa un cittadino. Anche in uno stato che riconosce tali diritti possono tuttavia esserci semplici sudditi, soggetti alla sovranità dello stato ma privi dei diritti di cittadinanza: questo avveniva, ad esempio, per le popolazione indigene dei possedimenti di tipo coloniale, anche se, in qualche caso, venivano loro attribuiti alcuni diritti seppur limitati rispetto a quelli riconosciuti ai cittadini veri e propri (la cosiddetta piccola cittadinanza).
Attualmente il termine suddito è ancora largamente utilizzato nel diritto internazionale dove la cittadinanza non ha lo stesso rilievo dei diritti interni. Viene inoltre usato polemicamente per sottolineare situazioni, per lo più di fatto, nelle quali il cittadino non dispone di adeguati diritti nei confronti dello stato. Infine va osservato che nelle monarchie, anche costituzionali e parlamentari, è tradizione riferirsi ai cittadini come sudditi senza per questo implicare l'assenza di diritti civili e politici.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza principale tra cittadino e suddito?
- Quali sono i criteri principali per l'attribuzione della cittadinanza?
- Come si distingue il popolo dalla popolazione?
- In che modo il concetto di suddito si è evoluto nel tempo?
Il cittadino partecipa attivamente alla vita pubblica e detiene diritti, mentre il suddito è solo oggetto delle decisioni, privo di diritti civili e politici (come indicato nel testo).
La cittadinanza può essere attribuita tramite il diritto di sangue (ius sanguinis) per i figli di cittadini, o tramite il diritto del luogo (ius soli) per chi nasce nel territorio dello Stato, con la maggior parte degli stati europei che adotta il primo criterio (come descritto nel testo).
Il popolo è l'insieme dei cittadini di uno Stato, mentre la popolazione comprende tutti gli abitanti, inclusi stranieri e apolidi, escludendo i cittadini residenti all'estero (come spiegato nel testo).
Quando uno Stato riconosce diritti civili e politici al suddito, questi diventa cittadino. Tuttavia, in alcune situazioni, come nei possedimenti coloniali, i sudditi possono rimanere privi di diritti, e il termine è ancora usato nel diritto internazionale per evidenziare mancanze di diritti (come evidenziato nel testo).