Concetti Chiave
- Barack Obama ha dimostrato un forte impegno per l'ambiente, opponendosi al maxi-oleodotto 'Keystone Xl' e aumentando le aree protette a 224 milioni di ettari.
- Il suo contributo principale è stata la promozione della Cop21 e la firma degli Accordi di Parigi da parte di oltre 200 nazioni, segnando un passo importante nella lotta ai cambiamenti climatici.
- Obama ha coinvolto la Cina di Xi Jinping negli Accordi di Parigi, creando una linea di azione che ha influenzato anche altri paesi come l'India.
- Il suo successore, Donald Trump, ha criticato gli Accordi di Parigi e ha ridotto i finanziamenti per la loro attuazione, mettendo in discussione la leadership americana sul clima.
- Le scelte di Trump hanno suscitato preoccupazioni per il futuro della leadership ambientale degli Stati Uniti, mentre la Cina ha riaffermato il suo impegno per il clima, suggerendo la necessità di un ripensamento da parte di Trump.
Indice
Obama e l'ambiente
L’ex presidente degli Stati Uniti, il democratico Barack Obama, è sempre stato sensibile alle tematiche ambientali, anche se le sue intenzioni sono state mitigate dalla necessità di dover fare, a volte, scelte dettate dagli interessi dei centri di potere economici, in base a considerazioni "strategiche". Basti accennare al veto da lui opposto al completamento del maxi-oleodotto 'Keystone Xl', alla tutela assoluta accordata a porzioni di territorio e risorse idriche di pertinenza federale che ha portato la superficie complessiva delle aree protette a 224 milioni di ettari (record assoluto per un presidente americano); e anche ai pur piuttosto effimeri provvedimenti adottati dopo il disastro occorso nell'aprile 2010 alla piattaforma petrolifera 'Deepwater Horizon’ (affiliata alla British Petroleum) nel Golfo del Messico.
Il contributo di Obama alla Cop21
Il suo provvedimento più importante capolavoro in materia rimane la promozione della cosiddetta Cop21, la Conferenza sui Mutamenti Climatici svoltasi a fine 2015 sotto l'egida dell'Onu a le Bourget, in Francia, e la conseguente firma degli Accordi di Parigi da parte di oltre 200 Nazioni.
Un traguardo ragguardevole per il Presidente di uno tra i Paesi leader nelle emissioni di gas-serra responsabili del surriscaldamento globale; si pensi che il precedente accordo “antinquinamento”, noto con il nome di Protocollo di Kyoto, dal nome della città giapponese in cui era stato firmato, nel 1997, non era stato ratificato dal Presidente USA dell’epoca, il democratico Bill Clinton.
Anche Obama non ratificò il protocollo di Kyoto, ma comunque ne prorogò la validità fino al 2020 (la scadenza naturale era il 2012). E’ comunque indubbio che Obama ha indotto gli Stati Uniti a compiere il passo avanti che era sempre mancato verso la prima linea della lotta all'effetto-serra.
L'eredità di Obama e la Cina
Negli Accordi di Parigi Obama è riuscito a coinvolgere anche Xi Jinping, il Presidente della Cina, un altro tra i Paesi più inquinanti al Mondo. Obama, con Xi, ha tracciato una linea destinata a fare scuola (e infatti anche la riottosa India si è sùbito accodata), e dalla quale sarà complicato discostarsi.
Ma purtroppo la stessa sensibilità mostrata da Barack Obama sulle tematiche ambientali non è stat fatta propria anche dal suo successore alla Casa Bianca, Donald Trump.
Trump, che basa tutto il suo pensiero economico sulla centralità dell’economia statunitense, non ha esitato a definire l’effetto-serra come una “truffa” contro l’economia americana, orchestrata dalla Cina.
Partendo da questi discutibili presupposti, che non hanno alcun fondamento scientifico Trump, che ha basato la sua compagna elettore sulla promessa di stracciare gli Accordi di Parigi, dipinti come una minaccia per i posti di lavoro e l’economia a stelle e strisce, ha notevolmente ridotto gli stanziamenti per l’attuazione degli Accordi di Parigi del 2015, proponendo al contempo di tagliare di quasi 1/3 il budget dell’Agenzia per la protezione ambientale americana, l’EPA.
Le conseguenze delle scelte di Trump
Tuttavia, il timore che questa incomprensibile posizione assunta da Donald Trump rischi di indebolire la leadership americana sul palcoscenico globale, ancor più dopo che la Cina, il primo Paese inquinatore subito davanti agli Stati Uniti, ha invece riaffermato il proprio impegno sul clima, ha suggerito a Trump di ridimensionare queste scelte, dando ancora una speranza per la sopravvivenza del nostro Pianeta e di tutti i suoi abitanti, Trump compreso!
Domande da interrogazione
- Qual è stato il contributo principale di Obama alla lotta contro il cambiamento climatico?
- Come ha influito Obama sulla protezione ambientale negli Stati Uniti?
- Qual è stata la reazione di Donald Trump rispetto agli Accordi di Parigi?
- In che modo Obama ha coinvolto la Cina nella lotta contro il cambiamento climatico?
- Quali sono state le conseguenze delle scelte di Trump sulla leadership americana in ambito ambientale?
Il contributo più significativo di Obama è stata la promozione della Cop21 e la firma degli Accordi di Parigi nel 2015, coinvolgendo oltre 200 nazioni in un impegno globale contro il cambiamento climatico.
Obama ha opposto il veto al maxi-oleodotto 'Keystone XL' e ha protetto 224 milioni di ettari di territorio e risorse idriche federali, stabilendo un record per le aree protette da un presidente americano.
Trump ha definito gli Accordi di Parigi una minaccia per l'economia americana e ha promesso di stracciarli, riducendo gli stanziamenti per la loro attuazione e proponendo tagli al budget dell'Agenzia per la protezione ambientale.
Obama ha collaborato con il presidente cinese Xi Jinping per tracciare una linea comune nella lotta contro l'inquinamento, un passo che ha influenzato anche altri paesi come l'India.
Le scelte di Trump hanno sollevato preoccupazioni riguardo al possibile indebolimento della leadership americana sul clima, specialmente dopo che la Cina ha riaffermato il proprio impegno per la sostenibilità ambientale.