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Il Rinascimento

Gli artisti, i mecenati, le corti
Nel XV secolo la città e la corte divengono i centri di attrazione e di produzione artistica. L'arte non è più unicamente al servizio della Chiesa, ma anche dei signori rinascimentali: le grandi disponibilità finanziarie di principi e duchi permettono di progettare e realizzare nuovi sontuosi palazzi. Alcuni di questi ricchi e colti mecenati (protettori delle arti) chiamano a sé gli artisti più abili, facendo delle proprie corti dei veri centri di cultura e di ricerca. Nasce la figura dell'artista-cortigiano che promuove l'immagine del signore ricevendone in cambio sostegno economico e prestigio sociale.
Il mondo rappresentato con le regole della prospettiva
La volontà di rappresentare il mondo con razionalità porta all'invenzione della prospettiva. Le regole della prospettiva, messe a punto a Firenze all'inizio del XV secolo trovano pronta applicazione nelle opere di artisti come Brunelleschi, Donatello, Masaccio, Piero della Francesca. Essa si fonda su due aspetti fondamentali: il primo è di poter dominare lo spazio sulla base di regole matematiche certe e misurabili; il secondo è di garantire l'illusione ottica della profondità e il rispetto delle proporzioni tra le parti dell'opera.
Brunelleschi e Alberti, figure chiave del Rinascimento
Con il Rinascimento, l'architetto diviene un intellettuale che progetta; si riduce invece l'autoritarismo di cui, nel Medioevo, godevano le maestranze nel cantiere. Vengono portate a termine grandiosi realizzazioni come la cupola del Duomo di Firenze, opera di Brunelleschi. Alle forme gotiche, spesso irregolari e sproporzionate, vengono preferite soluzioni di maggior rigore geometrico, capaci di esprimere un'architettura a misura d'uomo.

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