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Rinascimento a Padova: la vocazione antiquaria

In Italia settentrionale, Padova accoglie per prima la cultura umanistica. Centro culturale vivacissimo, dal 1222, la città era sede di una delle maggiori università europee, e punto di riferimento per letterati e artisti.
Fin dal Trecento ha rappresentato un anello fondamentale per la diffusione dell’arte figurativa toscana nell’Italia settentrionale, se si pensa alla permanenza di Giotto che vi ha lasciato il suo capolavoro nella Cappella degli Scrovegni.
Non stupisce, quindi, che nella prima metà del Quattrocento vengano rafforzati gli interessi della cultura locale, già orientati all’antico, che coinvolgevano tanto le discipline storiche quanto quelle archeologiche e letterarie.
La passione antiquaria ha svolto un ruolo centrale per la caratterizzazione dell’Umanesimo padovano; personalità diverse di studiosi, artisti o viaggiatori hanno sviluppato fruttuose relazioni culturali basate sul comune interesse per l’antico, raccogliendo epigrafi, monete, manoscritti latini, sculture e frammenti architettonici.

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