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Puntinismo


Fu Georges Seurat (1859-1891) a definire la tecnica del Puntinismo affascinato dagli esperimenti del chimico francese Eugène Chevreul.
Una domenica pomeriggio alla Grande Jatte è il suo capolavoro. Il soggetto, un giorno festivo trascorso dai parigini nell'isola della Grande Jatte, è tipico degli impressionisti, ma a Seurat non interessa cogliere l'immediatezza del momento. La composizione, infatti, è rigida e bloccata in ogni particolare e le figure sono immobili. Tutta l'attenzione si concentra sul colore. Seurat studia con cura gli accostamenti di colori puri, disposti sulla tela in piccoli punti o tratti che si ricompongono visivamente nell'occhio di chi guarda a distanza (l'accostamento di un punto blu e di un punto giallo fa percepire un verde). Anche l'effetto della luce solare, formata da tutti i colori dell'arcobaleno, è reso nello stesso modo. La tonalità di ogni zona è determinata dal colore del soggetto, dall'effetto del sole o dell'ombra, dalla vicinanza ad altri colori.
Paul Signac (1863-1935) è un altro importante rappresentante. Nel dipinto Saint Tropez, Il sentiero della Dogana usa pennellate più grosse di quelle di Seurat per rendere più visibili i contrasti cromatici. Le pennellate sono disposte in modo libero, per costruire le forme attraverso un mosaico di colori.
Un'evoluzione del Puntinismo avviene nelle opere di Henri-Edmond Cross. Nel suo dipinto Le isole d'oro quasi tutta la tela è occupata dalla superficie piatta e uniforme del mare. I continui accostamenti cromatici di colori caldi e freddi creano una forte vibrazione visiva che quasi anticipa la pittura dei Fauves.
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