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Concetti Chiave

  • Daniel Libeskind, architetto di origine polacca, ha progettato l'ampliamento del Museo ebraico di Berlino, inaugurato nel 2001, diventando un simbolo della Berlino contemporanea.
  • La pianta dell'edificio presenta una forma a zig-zag che evoca l'idea di lacerazione e rappresenta una stella di David frantumata, accentuata da un rivestimento in zinco riflettente.
  • Le finestre sono disposte in modo casuale e incise sulla superficie dell'edificio, creando un effetto di ferite profonde che proiettano luce all'interno.
  • Il complesso museale include la Torre dell’Olocausto, una struttura alta 20 metri che simboleggia il nulla, e il Giardino pietrificato, che rappresenta la fuga verso l’esilio.
  • Il giardino è composto da 49 piloni di cemento inclinati, con alberi piantati in cima, simbolo di rinascita e speranza dopo la tragedia della Shoah.

Indice

  1. Daniel Libeskind e il museo ebraico
  2. Elementi del complesso museale

Daniel Libeskind e il museo ebraico

Partecipò alla mostra decostruttivista del 1988 anche Daniel Libeskind (1946), architetto americano di origine polacca, che l’anno successivo avrebbe vinto il concorso per la progettazione dell’ampliamento del Museo ebraico a Berlino. L’edificio, che fu inaugurato nel 2001 e accolto con grande emozione da parte del pubblico, è ancora oggi un simbolo della Berlino contemporanea. La sua pianta, costituita da una linea a zig-zag simile a un muro spezzato, suggerisce l’idea di una lacerazione nel terreno, una saetta, o una stella di David frantumata. La forza evocativa della struttura è accentuata dal lucente rivestimento in lamine di zinco, sul quale si riflette l’ambiente circostante. Le finestre lungo il perimetro del complesso, in apparenza disposte casualmente, sono incise sulla sua superficie come profonde ferite, che proiettano lame di luce all’interno. Libeskind ha battezzato l’opera «Between thè Lines» (“Tra le linee’’): la forma dell’edificio, infatti, è costituita dalla linea spezzata del volume principale e da una retta che lo interseca (visibile dall’alto), generando alcune corti interne non accessibili, che rappresenterebbero gli spazi vuoti lasciati dalla Shoah.

Elementi del complesso museale

Sono parte del complesso museale anche la Torre dell’Olocausto e il Giardino pietrificato dedicato alla memoria dello scrittore romantico tedesco Hoffmann. La prima è una struttura cava di cemento alta 20 metri, accessibile attraverso una pesante porta metallica che si chiude alle spalle del visitatore con un cupo rimbombo ed evoca, secondo le intenzioni dell’architetto, «il fondo di un abisso, il nulla». Il giardino pietrificato, invece, rappresenta «la fuga verso l’esilio» ed è composto da 49 piloni di cemento inseriti obliquamente in un pavimento inclinato; in cima sono stati piantati degli alberi, simbolo di rinascita.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato della forma dell'edificio progettato da Daniel Libeskind per il Museo ebraico di Berlino?
  2. La forma dell'edificio, con la sua pianta a zig-zag, simboleggia una lacerazione nel terreno e rappresenta gli spazi vuoti lasciati dalla Shoah, come descritto dall'architetto stesso, che ha battezzato l'opera «Between the Lines» (“Tra le linee”).

  3. Quali elementi compongono il complesso museale del Museo ebraico?
  4. Il complesso museale include la Torre dell’Olocausto, una struttura di cemento alta 20 metri, e il Giardino pietrificato, composto da 49 piloni di cemento e alberi, simbolo di rinascita e fuga verso l’esilio.

  5. Come viene percepita l'architettura del Museo ebraico da parte del pubblico?
  6. L'edificio, inaugurato nel 2001, è stato accolto con grande emozione dal pubblico ed è considerato un simbolo della Berlino contemporanea, grazie alla sua forza evocativa e al lucente rivestimento in zinco che riflette l'ambiente circostante.

Domande e risposte

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