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L'Impressionismo e Monet

Nella prima meta dell'800 si pitturava nelle Accademie e negli studi degli artisti, ma nella seconda metà dell'800, alcuni artisti cominciarono a dipingere all'aperto, in campagna o lungo le rive dei fiumi o in città, utilizzando cavalletti portatili e colori a olio in tubetto, fabbricati per la prima volta in quegli anni.
L'interesse principale era lo studio della luce sui colori, la cui azione modificava continuamente l'aspetto delle cose e della natura. I principali pittori del periodo furono Monet, Renoir, Degas, Pissarro, Sisley, che esposero i loro dipinti per la prima volta nello studio del fotografo Nador. Un critico li definì con disprezzo Impressionisti, perchè secondo il suo parere riuscivano a stendere sulla tela solo impressioni confuse, e disordinate, della realtà, prendendo ad esempio l'opera di Claude Monet dal titolo Impression: Soleil Levant.

Quest'opera, invece, si confermò come punto di riferimento di tutto il gruppo dei pittori Impressionisti, poichè dedicava tutta la sua attenzione agli effetti della luce naturale sul paesaggio. Monet, per fare le sue ricerche, spesso sceglieva un soggetto qualsiasi da dipingere molte volte, rappresentando i diversi effetti della luce nelle varie ore della giornata e in varie condizioni ambientali.
Per questo Monet decise di abitare in campagna, proprio per potersi dedicare all'osservazione della natura nelle diverse stagioni e nei diversi momenti della giornata.
Anche se ormai quasi cieco, dal 1916 realizzò in studio delle tele lunghe quasi 6 metri, usando come modelli piccole tele dipinte all'aperto, ma soprattutto affidandosi al ricordo. Egli si concentrava in un'area sempre più piccola e allo stesso tempo allargava le dimensioni della tela, dissolvendo i contorni della realtà in un universo mobile e colorato.

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