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Facciata della Certosa di Pavia

L’Amadeo riveste una parte importante nel grande cantiere della Certosa di Pavia, esemplare dell’evoluzione dell’architettura lombarda nella seconda metà del Quattrocento.
L’impostazione ascendente della chiesa è nascosto dal gioco di linee ortogonali che scandiscono la facciata: paraste e cornici aggettanti inquadrano il portale, il rosone, le finestre bifore e la loggia di separazione tra i due registri orizzontali.
L’intera facciata è fittamente percorsa da rilievi, tarsie policrome, statue a tutto tondo, rilievi finissimi negli archi e nelle cornici, tratti da repertori stilistici e iconografici diversi. Il colore è uno degli elementi caratteristici di questo esempio-limite del rinascimento lombardo, derivato dall’uso di marmi diversi, come il marmo bianco di Carrara, il bianco-rosato di Candoglia, il serpentino grigio-verde d’Oria, il porfido rosso, nero e verde (per gli intarsi).

All’impresa lavorarono moltissimi artisti e artigiani.

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