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Giovanni Bellini


Bellini porta il rinnovamento rinascimentale nella pittura veneziana, che era rimasta isolata in un dorato mondo tardogotico.
Accanto al naturalismo e alla prospettiva lineare di origine fiorentina, Giovanni sviluppa una prospettiva cromatica, per rendere il senso della profondità attraverso accostamenti di diversi toni di colore.
I colori dai toni caldi (gialli, arancioni, rossi), brillanti e luminosi, danno l'impressione di avanzare verso l'osservatore, mentre i colori dai toni freddi (blu, azzutti, verdi), spenti e bui, sembrano allontanarsi. Questa intuizione sta alla base della pittura veneta del '500 che, per queste caratteristiche, sarà chiamata pittura tonale.
La tavola centrale della Pala di Pesaro, con l'Incoronazione di Maria, è uno straordinario esempio di come Bellini ha saputo unire i due tipi di prospettiva, lineare e cromatica.
Con la prospettiva cromatica Bellini dà particolare rilievo proprio al paesaggio che, immerso in una luce naturalistica, assume la stessa importanza delle figure, anzi viene addirittura posto in evidenza e valorizzato, creando l'inquadratura centrale con la cornice del trono.
La resa dei dettagli e la brillantezza dei colori sono dovute alla tecnica a olio che Bellini è stato uno dei primi ad usare in Italia.
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