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I vantaggi per i nuovi membri


Per i paesi dell'Unione Europea centrale e orientale (Peco), i vantaggi dell’allargamento sono legati alle profonde trasformazioni economiche e sociali che essi dovranno attuare per realizzare la piena integrazione con l’Unione Europea a 15. L’ingresso nell’Unione Europea, infatti, li costringerà a confrontarsi con economie più sviluppate (il reddito pro capite dei Peco è mediamente pari al 35% circa di quello dei Paesi dell’Ue a 15), dotate di migliori standard di vita, elevati livelli di produttività, una notevole dotazione di capitale fisico e un’allocazione delle risorse più efficiente.
Inoltre le imprese di questi Paesi si troveranno a competere con aziende più efficienti, anche grazie alla presenza nell’Ue di sistemi liberali in grado di garantire una notevole stabilità economica. Tale situazione costituirà un incentivo alla realizzazione delle riforme istituzionali necessarie a garantire condizioni di buon funzionamento dei mercati.
Da un punto di vista più strettamente economico, per poter convergere verso i livelli di reddito dell'Ue a 15 i candidati avranno bisogno, oltre che di politiche capaci di supportare tale processo, anche di risorse: capitale fisico e umano, tecnologia, rifinanziare, che potranno però
trovate nell’Ue a 15.
D’altronde, il basso livello di reddito dal quale i Peco partono apre loro buone opportunità di sviluppo attraverso la realizzazione di economie di scala e di nuove forme di specializzazione.
È stato calcolato che, per i Peco, i benefici dell’allargamento potrebbero a 23 miliardi di euro e a
un incremento del tasso di crescita del PIL compreso tra l’i ,3 e il 2,1% annuo;
il minor rischio connesso all’ingresso nel mercato unico, inoltre, permetterà a questi Paesi di ridurre i tassi di interesse anche del 15%.
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