TEORIA QUANTITATIVA DELLA MONETA – TEORIA DI FISHER
Postulato di base di tutta la teoria monetaria è che la moneta sia soltanto un mezzo di scambio, anzi,
più correttamente, solamente un mezzo di pagamento, e che essa funga da numerario per gli
scambi. Questa teoria va a collegarsi direttamente alla teoria keynesiana, poiché l’equilibrio di lungo
periodo è determinato unicamente dalle forze reali, dove la moneta non può influire; variazioni
monetarie possono al più creare solo alterazioni momentanee dell’equilibrio, e quindi, la teoria
monetaria è allora concepita come teoria delle fluttuazioni attorno alla posizione di lungo periodo,
perciò si tratta di una teoria dei cicli piuttosto che delle crisi.
Secondo Fisher, la moneta che circola deve essere equivalente con la merce prodotta, la quale non
implica un rapporto di interdipendenza. M V P Q
=
X X
M = massa monetaria
V = velocità di circolazione della moneta: è il numero di volte che un’unità di moneta circola
P = prezzo
Q = quantità dei beni scambiati
La formula elaborata da Fisher rappresenta il rapporto tra la massa monetaria, moltiplicata per
la velocità di circolazione, e il prezzo, moltiplicato per la quantità dei beni scambiati.
Es. 1
100 x 4 = 100 x 1 quaderno 2
50 x 1 quaderno
50 x 1 zaino 3
50 x 1 acqua VALORE DEI BENI = 400€
50 x 1 penna (100+50+50+50+50+25+25+40+10)
4
25 x 1 calcolatrice
25 x 1 gomma
40 x 1 matita
10 x 1 forbice
Come ben notiamo, il prezzo moltiplicato per la quantità, non è altro che il PIL, o meglio, il Reddito
Nazionale: P x Q = PIL = Y
Per sapere a quanto ammonta la velocità di circolazione si fa:
PIL
V = M
Es.
PIL = 1000€ V = 1000/450 = 2,22
M = 450€