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Tassi di interesse e redditività dell'investimento


Pur ammettendo che il denaro ottenuto in prestito sia stato investito produttivamente, è chiaro che è tanto più difficile restituirlo quanto maggiore è il livello del tasso di interesse da pagare ai creditori: se, per esempio, l’investimento in cui si è impiegato il prestito (si pensi a una qualsiasi attività produttiva e generatrice di reddito) ha un rendimento positivo dell’8% ma il tasso di interesse è del 10%, ciò significa che l’attività produttiva non basta a generare le risorse necessarie a ripagare i creditori. In queste condizioni, sperimentate per esempio da molti Paesi latino-americani all’inizio degli anni Ottanta, può esplodere una crisi del debito. Molte altre sono tuttavia le ragioni per cui una crisi simile può prodursi: per esempio, tra il 1997 e il 1998, alcuni Paesi dell’Asia orientale ne attraversarono una particolarmente drammatica che trovò origine, secondo molti studiosi, nel cattivo uso (corruzione, favoritismi ecc.) che essi avevano fatto delle risorse prese a prestito. In ogni caso, quale che sia l’origine di una crisi del debito, le conseguenze che essa produce sono quasi sempre molto gravi e, quel che è peggio, tendono a innescare uno di quei circoli viziosi del sottosviluppo ai quali abbiamo già accennato. Molto semplicemente: se un Paese non è in condizioni di ripagare i suoi creditori è ben difficile che qualche altro potenziale prestatore di fondi decida di concedere nuovi prestiti; ma allora, in assenza di nuove opportunità di investimenti produttivi, ripagare i creditori diventerà ancora più difficile.
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