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Il sistema delle entrate pubbliche


Le entrate pubbliche sono costituite dai mezzi finanziari che affluiscono alle Amministrazioni pubbliche per il conseguimento dei fini di pubblico interesse.
La funzione delle entrate è anzitutto quella di assicurare il finanziamento della spesa pubblica. Tuttavia, le entrate pubbliche non possono essere considerate un mezzo "neutro” di finanziamento. Decidere quale debba essere l'entità complessiva delle entrate significa, in realtà, decidere quanta parte delle risorse del Paese debba essere sottratta al settore privato per essere destinata all'attività del settore pubblico. E decidere in quali modi e da quali fonti le risorse debbano essere acquisite significa decidere su quali categorie di cittadini dovrà ricadere il peso della finanza pubblica, e in che misura. Ogni scelta pubblica relativa alle entrate incide sulla situazione dei privati e può indurli a modificare i criteri con cui gestiscono il proprio reddito o le proprie attività economiche. È per questo che le entrate pubbliche costituiscono uno strumento di politica economica che può essere manovrato in funzione dei diversi obiettivi di interesse generale, Le entrate pubbliche provengono da diverse fonti, che presentano natura, incidenza e caratteri diversi, ma possono ricondursi ad alcune forme fondamentali. La principale forma di entrata è costituita dai tributi, ossia dal prelievo coattivo di ricchezza a carico dei cittadini. Nell'imposizione dei tributi si manifesta il potere di sovranità dello Stato e, correlativamente, il dovere dei cittadini di partecipare alla vita collettiva e contribuire al finanziamento della spesa pubblica. Altre risorse sono costituite dai proventi di beni, titoli o aziende appartenenti alla Pubblica amministrazione. L'entità di questi proventi, molto rilevante in epoche passate, oggi ha perso importanza. I beni patrimoniali non sono adeguatamente valorizzati come fonti di reddito; le imprese pubbliche sono state in gran parte trasformate in società per azioni e le quote di partecipazione in mano pubblica non forniscono redditi particolarmente rilevanti. Maggiore consistenza hanno i proventi derivanti dalla vendita di beni patrimoniali e dall'alienazione di aziende o di partecipazioni azionarie, in conseguenza delle politiche di dismissione e privatizzazione avviate dagli Stati negli ultimi decenni. Una terza forma di entrata è costituita dai prestiti pubblici, che vengono contratti quando le altre entrate non sono sufficienti a coprire le spese pubbliche. Mediante l'emissione di titoli del debito pubblico lo Stato si rivolge al mercato dei capitali e raccoglie risparmio liquido dietro corresponsione di un interesse. L'indebitamento in passato era considerato un rimedio eccezionale, destinato a coprire spese di carattere straordinario; oggi è una forma di finanziamento largamente diffusa e ricorrente, per far fronte all'enorme espansione della spesa pubblica.

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