Ominide 7321 punti
Classificazione delle entrate pubbliche

Le forme di entrata vengono distinte in base a vari criteri di classificazione che ne mettono in evidenza l'incidenza economica e il regime giuridico. Una prima distinzione è quella fra entrate finali ed entrate per accensione di prestiti. Le entrate finali comprendono tutte le risorse finanziarie che vengono acquisite in via definitiva: i tributi versati dai cittadini, i redditi dei beni e delle aziende appartenenti all'ente, i proventi dell'alienazione di beni patrimoniali ecc. Le entrate per accensione di prestiti sono acquisite soltanto in via provvisoria poiché le somme incassate devono essere rimborsate alla scadenza e, per di più, danno luogo a ulteriori spese per l'onere degli interessi. In relazione alla fonte da cui provengono, le entrate si distinguono in originarie e derivate. Le entrate originarie provengono del patrimonio dell'ente; vi sono compresi i redditi degli immobili e dei titoli, i proventi delle aziende, il ricavato dell'alienazione di beni, e, in generale, le risorse finanziarie che si formano direttamente nel settore pubblico. Le entrate derivate sono risorse che si formano nel settore privato e vengono prelevate dalla Pubblica amministrazione; sono rappresentate principalmente dai tributi che gravano sulla ricchezza e sulle attività economiche dei privati. Anche i prestiti pubblici sono entrate derivate ma si distinguono da tutte le altre entrate perché comportano l'obbligo di restituire le somme incassate e di compensarle con un interesse. In base al criterio dell'incidenza economica le entrate (come le spese) si distinguono in correnti e in conto capitale. Le entrate correnti sono alimentate dal flusso di reddito che si forma anno per anno. Possono avere il carattere di entrate originarie (le rendite dei beni, gli interessi e i dividendi dei titoli, gli utili delle aziende ecc.) o derivate (i tributi che i contribuenti pagano attingendo al proprio reddito). Le entrate in conto capitale incidono sulla consistenza del patrimonio delle Amministrazioni pubbliche; ne sono esempi l'alienazione di beni patrimoniali o il rimborso di crediti per finanziamenti concessi a terzi. I prestiti pubblici attingono anch'essi a ricchezza precedentemente formata ma, a differenza delle entrate in conto capitale, non incidono sui beni o sui capitali delle Pubbliche amministrazioni ma sul risparmio accumulato dai cittadini. Un'altra distinzione è quella che si fonda sul carattere coattivo o contrattuale dell'entrata. Le entrate coattive sono acquisite dalla Pubblica amministrazione mediante l'esercizio di poteri autoritativi e sono disciplinate dal diritto pubblico; l'esempio tipico è costituito dai tributi, prelevati in virtù della potestà impositiva dello Stato; sono entrate coattive anche quelle provenienti dal pagamento di multe, ammende, sanzioni pecuniarie. Le entrate contrattuali traggono origine da un rapporto di tipo privatistico; hanno questo carattere i redditi del patrimonio dell'ente, i proventi delle aziende, il ricavato dell'alienazione di beni e, in genere, le entrate originarie. Anche i prestiti pubblici hanno carattere volontario e non coattivo, in quanto sono liberamente sottoscritti dai risparmiatori che vedono in essi una conveniente forma di impiego del loro risparmio liquido; è del tutto eccezionale il caso in cui la sottoscrizione del prestito è imposta in modo forzoso. Secondo la loro ricorrenza nel tempo le entrate possono essere ordinarie o straordinarie. Le entrate ordinarie si ripetono periodicamente con regolarità; i tributi hanno in genere carattere ordinario perché si applicano a fatti che si ripetono nel tempo o che hanno una durata continuativa (la fabbricazione di merci, la stipulazione di affari, il possesso di redditi, il possesso di un patrimonio ecc.); sono entrate ordinarie anche i redditi dei beni patrimoniali, Le entrate straordinarie sono conseguite una tantum in presenza di particolari fatti o circostanze (l'alienazione di beni patrimoniali, un tributo temporaneo per far fronte a impreviste necessità di bilancio ecc.). Un ulteriore criterio di classificazione, fondato sulla natura economica delle entrate, è quello che le distingue in prezzi e tributi, a seconda che rappresentino la controprestazione di beni o di servizi pubblici destinati alla vendita o siano prelievi coattivi imposti ai cittadini per finanziare i servizi non destinabili alla vendita.
Hai bisogno di aiuto in Economia & Ragioneria?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email