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Le scritture di assestamento


La contabilità generale è utilizzata per tenere conto di tutte le operazioni contabili che avvengono durante l'esercizio, ovvero tutte quelle operazioni di gestione esterna che vengono svolte durante un determinato periodo amministrativo. C’è però un problema, ovvero non sempre tutti i conti che vengono utilizzati durante l'esercizio hanno una corrispondenza temporale con ciò che dovrebbe essere veramente registrato secondo il principio di competenza. Per questo è necessario redigere a fine esercizio le scritture di assestamento, che sono rilevazioni che trasformano i valori di bilancio in valori che consentono di determinare qual è il reddito d'esercizio e il patrimonio di funzionamento ad esso collegato.

Queste scritture di assestamento possono essere suddivisi in quattro categorie:

- scritture di completamento, vero costi e ricavi che sono interamente di competenza dell'esercizio in corso ma non sono ancora stati contabilizzati perché il loro importo non è ancora conosciuto durante il periodo dell'anno, ma solo alla fine.

- scritture di integrazione, che rappresentano quote di competenza d'esercizio relative a determinati costi e ricavi che avranno manifestazione finanziaria futura

- scritture di rettificazione, ovvero valori a costi e ricavi che si sono già manifestati finanziariamente ma sono di competenza del futuro.

- scritture di ammortamento, ovvero quelle scrittore che riguardano valori rappresentanti quote di costi pluriennali, solitamente appartenenti ai beni

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