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Riserve del patrimonio netto



Le riserve possono essere proprie o improprie.

Le riserve proprie si dividono in:
- riserve palesi o riserve di bilancio -> sono costituite dall’eccedenza del patrimonio netto rispetto al capitale sociale e agli utili da distribuire ai soci. Esistono quindi quando la differenza tra le attività e le passività supera l’importo del capitale sociale e dei dividendi da assegnare.

- riserve occulte -> sono costituite da una sottovalutazione delle attività o da una sopravvalutazione delle passività.

Le riserve palesi vengono classificare secondo l’origine, quindi dalla fonte da cui provengono:
- riserve di utili -> hanno origine dall’accantonamento di utili netti di bilancio quindi dalla mancata distribuzione dell’utile di esercizio
- riserve di capitali -> hanno origine dai sovrapprezzi versati dagli azionisti quando si sottoscrivono nuove azioni emesse sopra la pari
- riserve di rivalutazione -> hanno origine da determinate disposizioni di legge che consentono di attribuire a alcune attività dei valori che superano il costo storico

Le riserve palesi vengono classificare secondo il fondamento giuridico, quindi prendendo in considerazione all’obbligatorietà o meno della loro costituzione:
- riserva legale
- riserva statuaria
- riserva straordinaria

Gli scopi delle riserve palesi sono:
- difesa del capitale sociale dalle perdite
- conguaglio dei dividendi nel tempo
- autofinanziamento in senso stretto

Le riserve improprie sono costituite da vari fondi che sono costituiti tramite accantonamenti operati in sede di assestamenti. Questi fondi non costituiscono il patrimonio netto e non possono essere considerate riserve.