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Il circolo vizioso della povertà


I Paesi sottosviluppati non riescono ad avviare un processo di sviluppo a causa delle difficili condizioni di partenza.


Basso reddito -> Assenza di risparmio -> Carenza di investimenti -> Scarsa produttività -> basso reddito -> (...)


Assumendo come punto di partenza il basso livello del reddito pro capite, sappiamo che esso non consente il costituirsi di risparmio in quantità apprezzabile (assenza di risparmio); poiché il risparmio è la premessa indispensabile dell'investimento, l'inevitabile conseguenza della sua assenza è una forte limitazione degli investimenti (carenza di investimenti); la carenza di investimenti impedisce a sua volta l'ammodernamento del capitale produttivo e la costruzione di infrastrutture, contribuendo a mantenere bassi i livelli di produttività del lavoro (scarsa produttività).

Ma se la produttività non aumenta, l'esito finale sarà rappresentato da un reddito sostanzialmente uguale a quello del periodo precedente, perpetuando all'infinito la situazione originaria.
Il processo ora descritto, denominato circolo vizioso della povertà, sintetizza efficacemente il dramma in cui si trova un gran numero di Paesi poveri.
In molti casi la situazione che si ritrova al termine del circolo è peggiore ella situazione di partenza. In questo quadro entra infatti in gioco l'aumento della popolazione, un fatto comune e noto delle tendenze demografiche dei Paesi sottosviluppati. A ogni giro della ruota il reddito deve essere distribuito su una massa di persone in crescita; di conseguenza si riducono il reddito pro capite e la possibilità di risparmio, deprimendo l'intero processo.

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