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I più e i meno del movimento di capitale

Anche i movimenti di capitale vengono registrati con segno positivo quando generano un'entrata di valuta mentre sono registrati con segno negativo quando generano un'uscita. Così, quando un cittadino italiano compra azioni o titoli del debito pubblico di un altro Paese, tale operazione viene registrata nella bilancia dei pagamenti con segno negativo, mentre quando i cittadini stranieri acquistano azioni italiane o titoli emessi dal nostro Governo l'operazione viene registrata con segno positivo. Allo stesso modo, quando uno straniero acquista un immobile o un'azienda in Italia, l'operazione ha segno positivo, e viceversa nel caso contrario. Ancora, se un'impresa italiana ottiene un finanziamento da parte di una banca estera, tale operazione viene registrata con segno positivo.

Per quanto riguarda invece il segno con cui vengono registrati i movimenti monetari, occorre tenere presenti le caratteristiche del metodo della partita doppia, in base al quale ogni operazione viene registrata due volte: una in entrata e un'altra in uscita. Per tale ragione i movimenti monetari che corrispondono alle esportazioni di merci o alle entrate dì capitali sono registrati con segno negativo, mentre quei movimenti monetari che corrispondono a importazioni di merci o a movimenti di capitale in uscita sono registrati con segno positivo. Stando così le cose, è del tutto evidente che il saldo contabile della bilancia dei pagamenti deve essere necessariamente sempre uguale a zero. Ogni transazione corrente o movimento di capitali infatti si compensa con una posta monetaria di valore equivalente e il risultato finale della somma algebrica non può che essere zero.

Come si spiega allora l'affermazione per cui alcuni Paesi avrebbero la bilancia dei pagamenti in avanzo e altri in disavanzo? Che cosa significano queste asserzioni?

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