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Quando le partite correnti non sono in pareggio


In generale, una situazione di squilibrio delle partite correnti non può protrarsi indefinitamente. L'eccessiva dipendenza da capitali esteri, infatti, potrebbe creare una situazione di forte precarietà qualora gli operatori stranieri decidessero di investire altrove la propria ricchezza finanziaria; le riserve, d'altro lato, sono per loro natura limitate; la svalutazione, infine, anche se talvolta inevitabile, implica perdita di reputazione a livello internazionale, oltre che immissione nel sistema di spinte inflazionistiche.
Queste considerazioni rendono evidente che in un orizzonte temporale di medio periodo la necessità di realizzare un equilibrio del conto corrente della bilancia dei pagamenti può costituire un vincolo importante alle scelte di politica economica delle autorità di governo. Per questo motivo diventa necessario un esame più accurato delle determinanti delle importazioni e delle esportazioni di beni e servizi e una riconsiderazione dell'equilibrio del reddito in un sistema economico aperto agli scambi con l'estero.
Per esempio i titoli di capitale sono oggetto di intensi scambi giornalieri. Con riferimento alla negoziazione di azioni quitate in mercati regolamentati, le banche possono operate direttamente per eseguire gli ordini della clientela o, in alternativa, possono avvalersi di una SIM.
Se la banca non esegue direttamente gli ordini del cliente, questi è gravato da una commissione di raccolta ordini (percepita dalla banca) è da una commissione di negoziazione (percepita dalla SIM nei confronti della banca e da questa addebitata al cliente).
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