Le parti dell’azienda agricola


Il capitale fondiario è composto dalla terra nuda e dai miglioramenti fondiari, che insieme fanno il fondo rustico. La terra nuda è il terreno naturale che non ha subito alcun intervento umano e, rappresenta un capitale fisso a logorio nullo. Può essere usato per un tempo illimitato, su di esso non si calcolano le quote di reintegrazione. I miglioramenti fondiari sono beni fisicamente immobili che sono indissolubilmente uniti alla terra unita. Sono creati dall’uomo per migliorare la produttività della terra e costituiscono capitali fissi a logorio parziale su di essi si calcolano le quote di reintegrazione. I miglioramenti fondiari sono rappresentati da: - fabbricati rustici, come case rurali, stalle, porcili, pollai, fienili, edifici per ricovero macchine ed attrezzi, concimaie ecc. – sistemazioni idraulico-agrarie, es. baulatura, fossi, scoline e capezzagne; - impianti fissi come pozzi per irrigazione, impianti fissi di irrigazione drenaggio tubolare sotterraneo.
Il reddito o compenso, generato dal capitale fondiario è il benificio fondiario (Bf). Le caratteristiche del capitale fondiario le caratteristiche, che devono essere esposte nella descrizione azienda sono: 1. L’ubicazione: provincia, comune, frazione e località, via; spesso si indica anche la distanza del fondo dal più vicino centro abitativo. 2. L’estensione: la superficie del fondo in ettari, are e centiare. 3. L’altitudine: sul livello del mare, la giacitura (in piano o pendio); l’esposizione in riferimebnto ai punti cardinali. 4. La configurazione: da un corpo o più corpi. 5. Le caratteristiche del terreno: il livello di fertilità (basso, medio, alto), la tessitura (medio impasto, sabbiosa, limosa, argillosa), la presenza di scheletro, ph, il contenuto sostanza organica ecc. 6. La disponibilità o meno di acqua per irrigare e la provenienza (pozzi aziendali, canali irrigui). 7. Il tipo di clima: regioni climatiche italiane (alpina, padana settentrionale, padana meridionale, ligure, peninsulare interna, peninsulare tirrenica, peninsulare ionica, insulare). 8. Sistemazione idraulica-agraria (fossi, scoline e dimensione appezzamenti). 9. Impianti fissi se presenti: di irriagazione, drenaggio sotterraneo ecc. 10. La ripartizione della superficie: superficie improduttiva (fabbricati rurali, cortili, strade interpoderali, fossi), superficie boschiva e superficie agraria utilizzata (SAU). La SAU è quella utilizzata per colture erbacee ed arboree da frutto.

Il capitale di esercizio o agrario

il capitale agrario è l’insieme dei beni fisicamente mobili necessari per l’esercizio delle attività agricole. È costituito dal capitale di scorta (bestiame, macchine e attrezzi, prodotti di scorta) e dal capitale di anticipazione. Il capitale agrario è composto sia da capitali a logorio parziale, sia da capitale circolante a logorio totale (prodotti di scorta e capitale di anticipazione). Il raddito generato dal capitale agrario è l’interesse. Il bestiame denominato “scorte vive” comprende tutte le specie di animali allevati in azienda. - Il bestiame è un capitale fisso a logorio parziale. La quota di rimonta è la quantità di vacche, espressa in percentuale che viene sostituita mediamente ogni anno. – le macchine sono capitali fissi a logorio parziale. – i prodotti di scorta sono i prodotti aziendali non destinati alla vendita, ma utilizzati in azienda. Sono i foraggi (fieno e insilati) e i materiali utilizzati come lettiera (paglia, stocchi ecc.) prodotti in azienda e utilizzati per l’allevamento dell’azienda stessa. Anche le granelle (orzo, mais, altre colture) appartengono ai prodotti di scorta se destinati ad essere impiegati in azienda.


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