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Fin dall’antichità chi aveva merci in abbondanza era disposto a scambiare il surplus in cambio di un bene di cui invece era carente.
Gli economisti hanno definito il meccanismo dello scambio in termini di utilità marginale.
Ciò ne consegue che un individuo è disposto a cedere un bene a cui attribuisce soggettivamente una bassa utilità marginale (perché abbondante) in cambio di un bene a cui invece attribuisce soggettivamente una maggiore utilità marginale (perché raro).
Gli individui per soddisfare l’esigenza dello scambio di incontrano in un luogo fisico chiamato mercato.
Questo luogo fisico ha costituito sin dall’antichità un importante fattore per lo sviluppo delle città.
Tuttavia, al giorno d’oggi, i compratori e i venditori non si incontrano necessariamente in luogo fisico per effettuare lo scambio.
Il mercato di un bene è l’incontro tra la domanda e l’offerta.

La possibilità di ottenere un bene in cambio di prodotto autonomamente ha consentito all’individuo di specializzarsi in ciò che sa fare meglio. Infatti solo chi è specializzato riesce a competere nel mercato con gli altri produttori, perché offre quel bene, di migliore qualità, a prezzi contenuti.
La concorrenza determina la riduzione dei costi di tutti i beni e pertanto quello che inizialmente era un interesse esclusivamente individuale imprenditoriale, ora invece diventa un interesse comune. Questo principio venne esposto per la prima volta da Adam Smith con la famosa metafora della mano invisibile.

Secondo gli economisti l’unico ruolo dello stato all’interno del mercato è quello di garantire la concorrenza tra le diverse imprese. Ma non sempre basta. Assistiamo periodicamente infatti, al fallimento del mercato che porta gravi conseguenze sia per le imprese che per le famiglie. In questi i casi, sempre secondo gli economisti, lo stato dovrebbe agire attuando politiche economiche in grado di far ripartire l’economia, e in particolar modo far sì che le imprese possano produrre e ricavare così un profitto da poter reinvestire, creando così occupazione, e far sì che i consumatori abbiano diverse scelte al momento dell’acquistare quello che viene prodotto.

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