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Libera concorrenza



Com'è possibile che le decisioni di milioni di individui indipendenti producano un risultato sociale ottimale piuttosto che il caos? A tale domanda ha risposto più di duecento anni fa il padre fondatore dell'economia politica, Adam Smith (1723-1790), il quale riteneva che l'efficienza del mercato è garantita dalla libera concorrenza.

Sotto il controllo esercitato dalla concorrenza, ogni individuo mosso dal proprio tornaconto individuale sarebbe portato come da una mano invisibile a realizzare un risultato ottimale dal punto di vista collettivo.

Tuttavia, perché i mercati funzionino bene, è necessario che ogni soggetto sia dotato di una quantità iniziale di risorse (non può esistere scambio se uno dei contraenti non possiede nulla) ed è altresì necessario che la concorrenza sia effettiva, ovvero che nessuno goda di posizioni di potere. Quando tali condizioni si realizzano sono i .desideri dei consumatori, espressi tramite le loro domande di beni, a determinare l'orientamento produttivo delle imprese su che cosa e quanto produrre. Se nessuna impresa è in grado di influenzare l'esito del mercato, si instaurerà una vivace competizione tra le stesse al fine di produrre i beni domandati al minimo costo e massimizzare così il profitto.
È proprio in tal modo che il sistema di libero mercato raggiunge una posizione finale caratterizzata da connotati di efficienza: si produce quanto desiderato dai consumatori al minimo costo.