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Indici di povertà


Precedentemente ci siamo occupati dei problemi relativi alla crescita del sistema economico analizzando il ruolo che il capitale fisico, quello umano e il progresso tecnico rivestono nella determinazione del reddito pro capite di un Paese e dunque del benessere dei suoi abitanti. Non possiamo però trascurare il fatto che la maggior parte della popolazione mondiale non nell’opulenza, ma piuttosto in condizioni di grande povertà, se non addirittura di vera e propria miseria. Un reddito pro capite che stenta a raggiungere i 365 dollari l’anno (a parità di potere d’acquisto rispetto agli Stati Uniti), tassi di mortalità elevatissimi, presenza diffusa di analfabetismo descrivono condizioni di vita inaccettabili in una società civile.
Dei quattro miliardi e mezzo di persone che vivono in paesi del Sud del mondo circa tre quinti mancano di sistemi fognari. Circa un terzo non ha acqua corrente e non inquinata.
Un quarto non abita in case adeguate. Un quinto non ha accesso a un sistema sanitario. Un quinto dei bambini non va a scuola e non riesce a nutrirsi in modo sufficiente. Le disuguaglianze misurate attraverso gli indicatori di consumo sono ancora più chiare. Il 20% della popolazione mondiale che vive nei Paesi industrializzati consuma il 45% della carne, il 58% dell’energia, l’84% della carta. Possiede il 74% di tutte le linee telefoniche e quasi il 90% di tutte le automobili.
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