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La finanza neutrale[/center

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La legge di Say

Il francese Say formulò la “legge degli sbocchi” che fu accettata fino all’inizio del XX secolo.
Secondo la legge di Say l’offerta crea la domanda; Say sostiene che gli imprenditori possono produrre i beni che vogliono senza porsi il problema di venderli: i beni acquistati (domanda) sono sempre uguali ai beni prodotti (offerta) e tutta la produzione viene venduta. Ciò che resta invenduto temporaneamente viene venduto attraverso la riduzione del prezzo.

Il laissez faire: “lasciate fare”

Partendo dalla legge di Say nasce il concetto di finanza naturale. La finanza neutrale si basa sul laissez faire.
Lo Stato deve limitarsi a coprire i servizi istituzionali (difesa dall’esterno, giustizia, ordine pubblico), senza intervenire nel sistema economico. L’intervento statale è dannoso perché cambia il naturale equilibrio del mercato. Neanche in momenti di crisi lo stato può spendere più di quanto incassa.

I sostenitori del laissex faire non negano che nel sistema economico si verifichino squilibri (sovrapproduzione, disoccupazione, cattivo utilizzo delle risorse..) ma sostengono che siano temporanei e che il mercato può (e deve) superare da solo senza bisogno di intervento statale.
Il mercato si autoregola senza intervento dello stato e il mercato non vuole che lo stato regolamenti nulla.
L’élite finanziaria ritiene che lo Stato e la UE non debbano regolamentare i fenomeni economici. C’è una deregolamentazione: se un settore è regolato dallo stato, devono essere abolite le regole. Viene quindi ridotta la sovranità per le direttive dell’UE che spinge per il neoliberismo.

Il bilancio in pareggio

Poiché lo Stato non deve effettuare interventi massicci, i sostenitori della finanza neutrale sostengono che la spesa pubblica debba essere contenuta e quindi non si debba ricorrere al debito pubblico.
Le spese non possono superare le entrate. Lo stato non deve intervenire in economia aumentando la spesa e quindi spendere più di quanto incassa. Bisogna mantenere le entrate basse, evitare l’inasprimento fiscale; (es. USA, UK…le imposte sul reddito sono 20%).

Il crowding-out

Oggi il laissez faire risponde ai problemi creati dallo Stato sociale. In particolare, per i monetaristi l’intervento pubblico causa il crowding-out (effetto di spiazzamento) perché “spiazza” l’iniziativa privata, sottraendo risorse che potrebbero esser impiegate con più profitto dal mercato. La spesa pubblica assorbe della ricchezza che viene sottratta al privato perché gli investimenti pubblici sono in concorrenza con i privati. L’imprenditore privato non investe se sa che in quel settore c’è lo stato: lo stato non deve investire perché concorre con i privati e li scoraggia.

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