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La finanza congiunturale

Da Say a Keynes

La legge si Say viene superata all’inizio degli anni Trenta dalla teoria keynesiana, secondo cui la Domanda fissa il livello di produzione. Ne consegue che per evitare la crisi bisogna sempre controllare il livello della domanda. Dopo aver interpretato la Grande Depressione come fallimento pratico della finanza neutrale, Keynes elabora il concetto di finanza congiunturale: lo Stato deve intervenire in caso di squilibri della domanda.

Ci sono due correnti:

Destra economica: liberismo, laissez faire. L’epicentro è l’università di Chicago e la corrente “monetarismo”.
Sinistra economica: fa capo a Keynes e ne deriva la scuola neokeynesiana.
Queste due correnti sono in contrasto.
Lo Stato, solo in caso di crisi deve spendere più di quanto incassa. Se c’è crisi il privato non investe.

L’investimento pubblico da’ però lavoro, aumenta il reddito medio e le classi con redditi più bassi aumentano il loro reddito -> più domanda -> più reddito colletivo.
La regola di Keynes vale solo nel breve periodo.
Keynes ha elaborato il principio della centralità della spesa pubblica in caso di crisi. Lo Stato deve costruire opere pubbliche, fare investimenti pubblici ed aumentare la spesa pubblica. Gli investimenti pubblici creano lavoro, che crea più reddito medio, che crea più domanda.
La domanda aumenta soprattutto per i redditi medi, ovvero quel ceto più propenso al consumo.
Keynes nota che chi ha un reddito medio tende a spendere il 90% del proprio reddito. Spendono una percentuale maggiore del reddito rispetto agli altri ceti. Si vuole quindi aumentare il numero di persone che lavorano e si fa una politica mirata al reddito medio.
+ domanda-> + produzione-> + assunzioni-> ulteriore reddito e ulteriore domanda.

Rischio: gli imprenditori in presenza di più consumo alzano i prezzi e la domanda non si alza più. Lo stato deve quindi impedire che vengano alzati troppo i prezzi.
Condizione indispensabile: lo Stato deve vigilare per impedire che l’aumento dei redditi non determini un aumento dei prezzi dei produttori.

L’eccesso di domanda

Per contenere l’eccesso di domanda lo Stato deve ridurre la spesa pubblica.

La carenza di domanda

In caso di depressione (domanda inferiore all’offerta), lo Stato deve incrementare la spesa pubblica e questo aumento si ripercuote positivamente sul Reddito Nazionale.

Y = reddito nazionale e PIL (il reddito nazionale deriva dalla ricchezza del paese)
C = consumo
I = investimenti privati
G = spesa pubblica (per investimenti pubblici)
Y = C + I + G

G -> + assunzioni -> + reddito-> + domanda-> + PIL (se lo Stato vigila sui non aumenti dei prezzi)
C -> + consumo famiglie e aziende-> + produzione di imprese-> + PIL (Y)
I -> + investimenti di aziende (assunzioni) -> + reddito, domanda e ricchezza.
All’aumento di uno dei 3 membri della 2 parte dell’equazione determina un aumento del reddito in misura percentualmente maggiore.

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