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Il fallimento e la bancarotta


Il fallimento è una situazione giuridica che risulta da un giudizio del Tribunale commerciale che sanziona un commerciante ( o un’impresa) che cessa di effettuare i propri pagamenti. Tale cessazione dei pagamenti viene dichiarata dal tribunale su richiesta di uno o più creditori. Nei quindici giorni che seguono la dichiarazione di fallimento, il debitore è tenuto a depositare il bilancio; il commerciante viene così privato della possibilità di gestire i propri beni; in caso di liquidazione giudiziaria, il tribunale nomina un curatore fallimentare che assiste il debitore nella gestione dei beni; La liquidazione dei beni permette di assicurare in parte o in totalità, il rimborso dei debiti del commerciante o dell’azienda. Le conseguenze di un fallimento sono molteplici. Nel caso di un fallimento personale, il fallito è colpito da diverse decadenze: viene privato dei diritti politici (diritto di voto e di essere eletto), perdita dei diritti di rappresentanza professionale, la sua firma non ha più alcuna validità sugli effetti bancari. Allorché i debito sono pagati, il fallito può essere oggetto di riabilitazione
La bancarotta, invece, è un fallimento causato da frode o da irregolarità gravi. Pertanto essa può essere semplice o fraudolenta. È semplice si risulta da spese eccessive del fallito o da irregolarità nella tenuta dei libri contabili. La bancarotta è punita con un certo periodo di detenzione. Dopo la bancarotta semplice è sempre possibile attivare la procedura di riabilitazione La bancarotta è fraudolenta quando sussiste la dissimulazione di una parte dell’attivo o l’aumento del passivo, oppure un’infrazione grave alle regole del commercio, sottrazione o alterazione dei libri commerciali. Colui che è responsabile di bancarotta fraudolenta non può essere oggetto di riabilitazione.
Esistono, tuttavia, alcune soluzioni ad un fallimento, cioè:
1) Il concordato: il debitore si mette d’accordo con i creditori e fissa i termini e le modalità del pagamento dei debiti, totale o parziale. Il concordato è un atto giuridico che necessita di copertura giuridica.
2) L’unione dei creditori: se i creditori non arrivano ad un concordato, si procede alla vendita totale dell’attivo del debitore; il ricavato di questa vendita serve a pagare i creditori. Se tutti i creditori sono soddisfatti, si giunte alla chiusura del fallimento.
3) La chiusura del fallimento per insufficienza di attivo che si ha allorché dopo la vendita dell’attivo del debitore, i creditori decidono di chiudere momentaneamente il fallimento, riservandosi il diritto di reclamare il rimanente dei loro crediti allorché nuovi beni saranno nelle mani del debitore.
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